Quirinale: il Pd propone Marini, Amato, Grasso. Pdl: “Pera, Letta o no fiducia”

Pubblicato il 28 Marzo 2013 10:25 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2013 10:27

Pierluigi Bersani

ROMA – La trattativa Pd-Pdl si gioca sul nome del candidato alla presidenza della Repubblica. Il Pd spera di strappare la fiducia al governo Bersani al Pdl proponendo nomi non invisi al centrodestra. Nella fattispecie, quelli di Franco Marini, Giuliano Amato, Pietro Grasso e Giuseppe De Rita. Con due condizioni: il Pd potrebbe anche mettere tre ministri non sgraditi a Berlusconi. La seconda: “Se Berlusconi non fa partire il nostro governo, noi non cercheremo la convergenza dei due terzi del Parlamento per votare il presidente della Repubblica, ma ce lo sceglieremo da soli o con i grillini”.

Il fatto però, ragionano al Pdl, è che Bersani i numeri in Parlamento per eleggere il presidente della Repubblica non ce li ha, e quindi lancia la sfida. Berlusconi propone Marcello Pera, accanto al nome di Gianni Letta mai tramontato. O Pera (o Gianni Letta) o salta il banco, per Bersani però è una proposta irricevibile e il risultato è che la missione del segretario è pressoché impossibile, tanto che ha deciso di anticipare il suo incontro con Napolitano a giovedì pomeriggio anziché venerdì.

Al Pd Pera non piace, anche per mere questioni di equilibri interni. Secondo il Corriere della Sera i più intransigenti sono quelli dell’ala ex Margherita che vorrebbe un nome suo visto che Sel ha ottenuto Laura Boldrini alla presidenza della Camera. In queste condizioni Bersani non ha margine. Ai suoi, si legge sempre sul Corriere, va dicendo: “Il Paese ci ha chiesto altro e ci ha detto di non cercare compromessi obbligati o alleanze necessitate. Non ascoltare il responso dell’elettorato sarebbe un suicidio. In queste condizioni basta che Berlusconi alzi il telefono per far saltare tutto”. Berlusconi infatti ha detto ad Alfano di chiudere la trattativa a meno che Bersani non si rassegni a un candidato del Pdl per il Colle. Il Pd spera ancora: “Aspettiamo la nottata, che potrebbe portare consiglio: eppoi c’è un altra giornata ancora per tirare le somme”.