Quirinale, sesta votazione. Pd, Pdl e Lega per Napolitano, Sel insiste: “Rodotà”

Pubblicato il 20 Aprile 2013 15:29 | Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2013 16:32
Quirinale, sesta votazione. Pd, Pdl e Lega per Napolitano, Sel insiste: "Rodotà"

Giorgio Napolitano (LaPresse)

ROMA – Il voto di Pd, Pdl e Lega Nord andrà alla riconferma al Quirinale di Giorgio Napolitano. Sel invece conferma la sua scelta: “Voteremo Stefano Rodotà“. Napolitano può contare su un bacino potenziale di 786 voti su 1007.

Per la riconferma dell’attuale capo dello Stato dovrebbero votare tutti i grandi elettori tranne i 163 del Movimento cinque stelle, i 45 di Sel, i 9 di Fratelli d’Italia e i due senatori a vita Giulio Andreotti e Carlo Azeglio Ciampi (che non partecipano alle votazioni per ragioni di salute) e i due presidenti di Camera e Senato Boldrini e Grasso (che per prassi non votano).

All’assemblea del Pd il nome di Napolitano è stato accolto con un’ovazione. Solo un voto contrario e quattro astenuti al voto all’assemblea Pd in favore del presidente della Repubblica uscente. Secondo quanto ha riferito il capogruppo Roberto Speranza, l’unico parlamentare del Pd a votare contro la candidatura di Napolitano è stato Corradino Mineo.

Anche il Pdl voterà Giorgio Napolitano al sesto scrutinio secondo quanto dichiarato dopo l’assemblea dei gruppi. Il nome di Napolitano sarebbe stato accolto con un applauso dall’assemblea Pd. Insieme al Pdl, arriva il voto della Lega Nord, con Massimo Bitonci che dichiara: “Nella riunione di gruppo abbiamo deciso di votare Napolitano. Lo abbiamo scelto anche come viatico per la formazione di un governo ma ci opponiamo preventivamente ad una soluzione Amato. In ogni caso sara’ l’ultima votazione alla quale partecipiamo”.

Contrario alla rielezione di Napolitano è Sel, che dall’assemblea continua a confermare il suo voto a Stefano Rodotà, candidato del Movimento 5 stelle. I grandi elettori di Sel hanno dichiarato: “Non è una scelta contro il nome del presidente, ma contro un metodo che porterà al governissimo, che per noi è inaccettabile”.