Quirinale: Derby Rodotà-Prodi, Berlusconi fuori dal campo

di Emiliano Condò
Pubblicato il 19 Aprile 2013 16:02 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2013 16:07

Romano Prodi

ROMA – La quarta votazione è quella del derby. Derby tra Stefano Rodotà e Romano Prodi, due che si trovano avversari pur non essendo dichiaratamente nemici, anzi. Due che, al contrario, gravitano anche se con diverse sfumature, nell’area politico-culturale del centrosinistra. Al derby non parteciperà Silvio Berlusconi. Lui e il Pdl saranno spettatori interessati e “gufanti” ma privi, per ora, di un candidato tutto loro.

Rodotà questo derby lo gioca perché tenuto in campo da Beppe Grillo. Più che in campo. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle Rodotà è il perno centrale del gioco: con lui al Quirinale, spiegano i 5 Stelle, si aprirebbero “praterie per il governo”. Peccato che l’offerta di Grillo sia arrivata a squadre già in campo, ovvero quando Bersani ha fatto scaldare e scendere in campo Romano Prodi, certamente il suo giocatore migliore. Ora il derby va giocato per forza.

Pd e Sel, che sostengono Prodi,  devono dimostrare prendendo almeno 490 voti di essere in grado di restare compatti. A loro spetta il compito di costruire la piattaforma solida e inaffondabile in grado di catturare i 10 voti che mancano a Prodi.   Il professore non è l’ultima spiaggia, ma quasi. Il Pd ha messo in campo il suo fuoriclasse, se neppure con lui arrivano 490 voti è un problema. Se il Pd non si mostra solido con Prodi allora non sarà in grado di esserlo con nessun candidato.

Pdl e Lega, sugli spalti, “gufano” e già gridano al presidente comunista. Lo dicevano 7 anni fa e sulla carta con più titolo di Giorgio Napolitano, un presidente che oggi ri-voterebbero di corsa. Ma i numeri li tengono fuori dal campo e a Berlusconi non resta che strepitare da fuori, sperare che Prodi non ce la faccia e dire che quello che sta succedendo “non è democratico”.

Fuori dal campo, ma per ora fa assai meno rumore, resta anche Scelta Civica vota che vota Anna Maria Cancellieri.  Politica della non scelta, ovvero del  pesce in barile. Politica incomprensibile perché fatta da chi, da sempre, ha fatto della “responsabilità” la sua effigie politica.

Grillo con i suoi grida e fa gridare Rodotà. E come al solito qualcuno dei suoi lo prende alla lettera. E’ Claudio Messora che sul suo blog, byoblu.com, mette online l’urlo pro-Rodotà. Perfetto visto che si gioca un derby. Grillo, insomma, tiene il punto e continua a chiedere alla sinistra: perché non Rodotà? Domanda lecita visto che Rodotà è certamente di sinistra. Solo che, nel farla, Grillo si espone alla stessa domanda: perché non Prodi visto che il Professore nella top ten delle Qurinarie c’è entrato?