Maggioranza nel caos: quote rosa nei cda aziendali. Scontro tra governo e Senato

Pubblicato il 8 Marzo 2011 18:37 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2011 18:37

ROMA -L’8 marzo sarebbe stata una data simbolica per deliberare sulle “quote rosa” nei consigli di amministrazione. Il testo del provvedimento stava per essere approvato alla commissione Finanze del Senato, ma il governo si è impuntato e ha fatto sfumare l’accordo sui tempi di introduzione della norma.

La legge avrebbe dovuto stabilir la presenza di almeno un terzo delle donne nei Cda delle società quotate e delle società a partecipazione pubblica. La commissione aveva trovato un’intesa sul 2015 (sotto forma dell’emendamento presentato da Maria Ida Germontani di Fli). Il sottosegretario all’Economia, Sonia Viale, ha insistito invece sull’entrata a regime solo dal 2021 e ha espresso parere contrario.

Secondo la Germontani, relatrice del provvedimento, quello dell’8 marzo è stato “un braccio di ferro tra il governo e il Senato”, visto che tutta la Commissione è d’accordo sulla soluzione che prevede in due rinnovi del Consiglio di amministrazione la realizzazione della quota di un terzo mentre il governo non cede sulla richiesta di un’applicazione della quota di un terzo in tre rinnovi.

L’opposizione ha sottolineato con Elio Lannutti (Idv) e Giuliano Barbolini (Pd) di non aver voluto votare oggi l’emendamento della Germontani (che avrebbe mandato sotto il governo) “solo per senso di responsabilità”. “Nella maggioranza – ha detto il senatore del Pd – c’è una diversità di punti di vista e questo si ripropone in tutti i passaggi topici. Elemento ostativo oggi è che il governo ha espresso un parere contrario su un emendamento che rappresentava la mediazione trovata dalla commissione. Oggi potevamo votare e mettere il governo in condizioni di minoranza, ma avremmo creato un caso e non poche difficoltà al buon esito del ddl. Abbiamo accettato, per quanto con grande contrarietà, di rinviare a mercoledì ma ponendo la condizione di votare già in mattinata. Ci auguriamo che il governo cambi posizione”.

Per Lannutti (Idv) nel giorno della festa della donna “si è sprecata un’occasione per trovare la sintesi ad un armonioso lavoro fatto in commissione. Noi abbiamo ingoiato molti rospi… le lobby, come le banche e le assicurazioni, si sono accorte che questo ddl era già stato approvato alla Camera all’unanimità”.