Governo Monti approva le “quote rosa”: più donne nelle amministrazioni pubbliche

Pubblicato il 3 agosto 2012 18:20 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2012 18:22
Elsa Fornero

Elsa Fornero (LaPresse)

ROMA – Più donne negli organi di amministrazione e di controllo delle società pubbliche in Italia. Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo regolamento per le “quote rosa”, con grande soddisfazione del ministro del Lavoro Elsa Fornero. Il genere meno rappresentato dovrà avere un terzo dei componenti negli organi amministrativi o di controllo. Le singole società a controllo potranno modificare i propri statuti per garantire l’equilibrio tra uomini e donne sul posto di lavoro. I regolamento ora dovrà essere approvato dal Consiglio di Stato.

La Fornero ha dichiarato: “La previsione di quote è un passaggio significativo, ancorché obbligato, per consentire l’effettiva partecipazione delle donne a momenti decisionali di così rilevanti attori economici, rimuovendo pregiudizi e conservatorismi anacronistici. Auspico che una decisione come quella di oggi possa essere anche di esempio per la politica e non si debba, con rammarico, registrare l’assenza di candidature femminili come pare essere il caso delle prossime elezioni in Sicilia”.

Secondo i dati Eurostat del 2012 le donne tra i 25 e i 54 anni occupate in Italia è del 63,9%, circa 12 punti percentuali in meno rispetto alla media dell’Ue a 27. Dati che trovano conferma anche dall’Istat e dal Censis sulla presenza di donne nei consigli di amministrazione, dove nel 2011 appena il 7% del totale dei componenti dei consigli di amministrazione delle società quotate contava una presenza femminile.

Il provvedimento prevede che le società abbiano l’obbligo di comunicare alla Presidenza del Consiglio e al Ministro delegato per le pari opportunità la composizione degli organi sociali e le eventuali variazioni in corso di mandato. Le persone interessate potranno segnalare situazioni non conformi alle nuove norme e se sarà riscontrata una irregolarità la società, dopo una diffida formale, potrebbe incorrere in sanzioni come ad esempio la decadenza della carica.