Le raccomandazioni saranno reato? L’ipotesi nel pacchetto giustizia

Pubblicato il 16 Marzo 2012 9:14 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2012 9:14

ROMA – Raccomandare qualcuno diventerà un reato. Questa la novità scaturita dalla doppia partita che si sta giocando tra Camera e Senato sulla giustizia, i cui conti finali incideranno fortemente sull’economia. Al vertice tra il governo e i tre partiti che si è svolto giovedì sera, e che è durato fino a tarda notte è stata trovata anche un’intesa sul tema della giustizia. Sul provvedimento che riguarda la corruzione il governo presenterà un emendamento, ripromettendosi di rivedere il reato di corruzione, così come chiede da tempo l’Ocse. Ma in particolare sarà introdotto il reato tra priviati, come la raccomandazione.

È stata quindi abbandonata la via di una legge-delega al governo. La delega avrebbe infatti contenuto una legge in sostanza già scritta, senza passaggi parlamentari. Il rischio sarebbe stato di avere troppe cautele sia sui nuovi reati che verranno introdotti, e cioè la corruzione tra privati e il cosiddetto traffico di influenze (le raccomandazioni), sia sui vecchi come il falso in bilancio. L’emendamento del governo riguarderà anche la revisione della pena per la corruzione. Si sta inoltre valutando di rivedere il reato di concussione, di cui l’Ocse chiede l’abolizione, reato che riguarda direttamente l’ex premier Berlusconi nel processo Ruby. C’è poi la questione dei tempi di prescrizione con l’Europa che ce li chiede più lunghi visto gli attuali limiti della legge del 2005.

Come spiega il Corriere della Sera, restano ferme le raccomandazioni approvate mercoledì scorso al Senato dove, esaminando la ratifica della convenzione di Strasburgo del ’99 sulla corruzione, il Pdl ha proposto un ordine del giorno, firmato Gasparri-Quagliariello, accolto dal governo. Esso impegna l’esecutivo ad adottare le opportune iniziative legislative per dare attuazione alla Convenzione, nel rispetto però delle norme della Costituzione e in armonia con i principi generali del nostro ordinamento. In particolare, i principi che stabiliscono che la responsabilità penale è personale, che le condotte penalmente rilevanti devono essere valutate nel loro grado di offensività, che i reati devono essere circostanziati o come si dice “tipicizzati”. E il principio di colpevolezza “quale complesso degli elementi soggettivi che delimitano e definiscono l’attribuibilità della responsabilità penale”.

Negli ultimi giorni inoltre, dopo l’appello del presidente del Senato Renato Schifani, subito ripreso dal segretario del Pdl Angelino Alfano, nel pacchetto giustizia è rispuntato anche il ddl intercettazioni. Un’impostazione, questa volta, condivisa anche dal vicepresidente del Csm, Michele Vietti: “Le nuove misure vengano varate prima del prossimo scandalo…”. Così durante il vertice si è discusso anche di intercettazioni. Sembra probabile, hanno riferito fonti di governo, che sarà ripreso il tema o attraverso una revisione del vecchio disegno di legge o con un nuovo provvedimento dell’esecutivo.