Raggi arruola cinque generali in pensione per le emergenze di Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 maggio 2019 12:36 | Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2019 12:36
Raggi arruola cinque generali in pensione per le emergenze di Roma

Raggi arruola cinque generali in pensione per le emergenze di Roma

ROMA – Virginia Raggi richiama dalla pensione quattro alti ufficiali dell’esercito e uno dell’aeronautica per metterli a capo di altrettanti dipartimenti tra cui la sicurezza dei vigili urbani e la tutela ambientale. La Stampa e il Fatto hanno ricostruito come si è arrivati alla “militarizzazione” del Comune di Roma.

C’è una legge che consente alle amministrazioni statali e territoriali di assumere a tempo determinato i militari ausiliari, quelli cioè che abbiano cessato il servizio attivo ma non sono ancora in pensione. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha deciso di approfittarne e ha ‘arruolato’ cinque generali con una delibera approvata dalla giunta comunale che consentirà nelle prossime settimane l’assunzione di cinque alti ufficiali, chiamati a guidare altrettanti Dipartimenti.

La delibera, scrive La Stampa, è stata approvata il 16 aprile scorso e prevede che il generale di Brigata Giovanni Calcara diventi Direttore dei Servizi digitali; il generale di corpo d’armata Paolo Gerometta direttore delle Risorse umane e sicurezza dei vigili urbani; il generale di Divisione Giovanni Savarese direttore della Protezione Civile; il generale di Brigata Giuseppe Morabito della Scuola di Formazione; il generale di Brigata Silvio Monti della Direzione tutela ambientale.

Per quanto riguarda Gerometta, andrà ad affiancare il comandante dei vigili Antonio Di Maggio. La delibera, scrive il Fatto Quotidiano, era stata proposta dall’assessore al Personale, Antonio De Santis, in base a un accordo sottoscritto dalla Raggi con il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta a fine gennaio. Oltre al trattamento di pensione che già percepiscono dalla Difesa, andranno a guadagnare un 25% in più, erogato dal Comune.

Non è la prima volta che il sindaco di Roma fa appello agi uomini in divisa per affrontare le emergenze della Capitale. In occasione degli incendi alla pineta di Ostia e ai roghi nei campi rom aveva ipotizzato l’intervento delle forze armate e lo stesso aveva fatto per la riparazione delle buche; contro la criminalità sul litorale e per vigilare sugli impianti di smaltimento rifiuti.

Certo non tutti sono contenti. Secondo il Pd, all’opposizione, “si tratta di un ripiego amministrativo che non valorizza il personale capitolino” e Cgil, Cisl e Uil domandano che fine abbiano fatto i concorsi. Laconica la risposta di De Santis: “probabilmente in preda a un’improvvisa amnesia, dimenticano che è già stata avviata la procedura di mobilità obbligatoria per i dirigenti. Si tratta di un iter obbligatorio che prelude proprio a un nuovo concorso, destinato quindi a venir pubblicato a breve”.

Come funziona l’impiego di militari nella Pubblica amministrazione. In caso di carenze di organico o necessità di una figura professionale altamente specializzata, una Pubblica Amministrazione può richiedere gratuitamente personale della Difesa in ausiliaria. Il sito ‘La posta del sindaco’ fa l’esempio di un comune che debba assumere un informatico o un ingegnere specializzato: può contattare la direzione del personale militare in linea diretta per richiedere se ci sono professionisti in ausiliaria corrispondenti al profilo ricercato, residenti nel comune stesso.

Se sì, il comune potrà integrarlo come supporto all’amministrazione per un periodo di cinque anni e senza farlo gravare sulle casse locali, perché sarà il ministero della Difesa a occuparsi dello stipendio del dipendente, di fatto presente sul suo libro paga.

Questa possibilità presente da molto tempo è in realtà stata sfruttata pochissimo dalle PA e dagli enti locali e per questo la Trenta ha fatto pubblicare una lista dei militari in ausiliaria, di cui locali enti pubblici potrebbero fare richiesta. Tra militari in congedo in riserva e personale con un rapporto di impiego cessato in modo permanente, si è stimato un elenco di circa cinquemila nomi. La lista completa è stata pubblicato il 14 settembre 2018, nel Supplemento ordinario n 41 della Gazzetta Ufficiale n 214. (fonte Agi)