Raggi festa e congratulazioni: la nomina era illegittima ma non c’era dolo

di Lucio Fero
Pubblicato il 21 febbraio 2018 11:15 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018 11:15
Virginia Raggi festa e congratulazioni: la nomina era illegittima ma non c'era dolo

Raggi festa e congratulazioni: la nomina era illegittima ma non c’era dolo (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Raggi festa e congratulazioni, la sindaca di Roma festeggia pubblicamente l’archiviazione dell’indagine sul suo operato, archiviazione che arriva perché, dice il magistrato in sentenza, “infondata era la notizia di reato”. Non c’è stato reato, si archivia. E Virginia Raggi festeggia privatamente e pubblicamente. Anzi dalla vicenda trae insegnamento e stimolo, ne fa una parabola politica ed etica: “Dopo anni di fango…e andiamo avanti più forti”. Dopo “anni di fango” scagliato su di lei sindaca Raggi trae soddisfazione e conforto dal dispositivo, dal testo che ha disposto l’archiviazione.

Ma l’ha letto tutto quel testo la Raggi e quel testo l’hanno letto tutto intero perfino quelli che lo pubblicano e lo titolano o lo annunciano al tg? Deve esserci stata una generale mancanza di tempo. Deve essere sfuggita a tutti la frase in cui nero su bianco il testo del magistrato che dispone archiviazione attesta la nomina di Salvatore Romeo essere stata “illegittima” non configurando però alcun “dolo”.

Deve essere sfuggito a tutti per mancanza di tempo nel leggere. E anche per mancanza di pignoleria. Questione pignola la differenza tra “illegittimo” e “illegale”. Questione pignola o questione ignorante? La Giustizia che indagava su come nominava e promuoveva in Campidoglio ha attestato che sindaca Raggi nel caso di salvatore Romeo non ha fatto nulla di illegale. Quindi non c’è reato e si archivia. Non ha violato leggi. Ma non ha operato secondo procedure legittime, di qui l’illegittimità senza dolo. In sostanza non è reato promuovere e triplicare stipendio (questa è semmai la giustizia secondo codice procedura penale M5S). Ma per raggiungere l’obiettivo sindaca Raggi si è mossa fuori dalla procedura. Insomma ci teneva e ha forzato le cose (altro reato amministrativo secondo codice procedura M5S).

Congratulazioni dunque a sindaca Raggi che festeggia lei stessa le sue nozze con la realtà dove non tutto quello che è illegittimo è illegale e reato e dove uno stipendio non vale uno stipendio e anzi uno vale tre. E dove ai collaboratori stretti si danno incarichi, poltrone e aumenti e che male c’è. E dove se uno/a fa il sindaco in Tribunale, magari per essere archiviata, ci finisce di sicuro e non perché si fa parte della Casta.