Rai-Agcom, Calabrò il “non censore”: respinse tutte le pressioni per bloccare Annozero

Pubblicato il 16 Marzo 2010 11:20 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2010 11:24

Corrado Calabrò

Sono stati in tanti a chiamare Corrado Calabrò per chiedergli di bloccare “Annozero”. La telefonata più “rilevante” è stata senza dubbio quella di Silvio Berlusconi: il 12 novembre 2009 il premier chiama il presidente dell’Agcom mentre è in onda la trasmissione di Michele Santoro, che quel giorno si occupa delle vicende giudiziarie di Nicola Cosentino. Berlusconi si lamenta con Calabrò e gli chiede se è possibile avviare una procedura disciplinare nei confronti della trasmissione. Calabrò rimanda la questione al giorno successivo, ma l’Agcom non riscontrerà alcuna irregolarità.

E non è la prima volta che Calabrò riceve una richiesta del genere per Annozero: il 28 settembre gli avvocati di Gianpaolo Tarantini chiedono al presidente dell’Agcom un intervento preventivo per la puntata dell’1 ottobre sul caso D’Addario. Calabrò risponde di non poter sanzionare «ipotetici reati penali».

L’11 novembre i legali di Cosentino chiedono un intervento preventivo per la puntata del 12 novembre, la stessa che farà indignare Berlusconi. Ma ancora una volta Calabrò è irremovibile: è impossibile, spiega, «effettuare alcun intervento ex ante sulla trasmissione».

Il 2 dicembre la richiesta arriva dagli avvocati di David Mills: il 3 dicembre infatti Santoro si occupa del processo Mills che vede indagato il premier. Ma la risposta di Calabrò è sempre la stessa: l’Agcom può effettuare compiti di vigilanza «solo ex post».

Prima di queste chiamate, esisteva già un precedente “illustre”: il 23 settembre il direttore generale della Rai Mauro Masi scrive al presidente dell’Agcom chiedendogli se ci sono gli estremi per non firmare il contratto di collaborazione a Marco Travaglio, che partecipa sempre ad Annozero. In quei giorni infuria la polemica sul rinnovo contrattuale del giornalista: Masi chiede a Calabrò se può usare come “pretesto” per non firmare la multa che l’Agcom aveva inflitto alla Rai per alcune frasi che Travaglio aveva pronunciato a “Che tempo che fa”. Calabrò gli risponde che l’Agcom non può effettuare giudizi “ex ante” in base ai precedenti: «Sarebbe una censura preventiva».