Rai, Renzi al bivio: nuova legge in 3 mesi o ritocco legge Gasparri sul cda

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Marzo 2015 14:49 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2015 14:53
Rai, Renzi al bivio: nuova legge in 3 mesi o ritocco legge Gasparri sul cda

Rai, Renzi al bivio: nuova legge in 3 mesi o ritocco legge Gasparri sul cda

ROMA – Rai, Renzi al bivio: nuova legge in 3 mesi o ritocco legge Gasparri sul cda. Al consiglio dei ministri del 25 marzo Matteo Renzi ribadirà che la riforma Rai è urgente, va fatta subito. Tuttavia, dovrà scegliere. Un’opzione, la più drastica e forse la meno praticabile, è “l’azzardo clamoroso” di un disegno di legge da da far approvare in 3 mesi al Parlamento, visto che l’attuale cda scade a maggio.

L’altra, più soft ma anche più minimalista, è una modifica della governance, quindi del sistema per la nomina dei membri del cda, attraverso un ritocco della Legge Gasparri limitato all’art. 49. per asciugarne la composizione (da 9 a 7 membri, 4 nominati dal consiglio dei ministri su proposta del ministero del Tesoro, uno espresso dai dipendenti e due dalle Camere) e consegnare all’esecutivo (il ministero dell’Economia) la scelta del capo azienda.

Claudio Marincola su Il Messaggero illustra lo stato dell’arte alla vigilia della definizione del campo di battaglia che Renzi è in procinto di ingaggiare sulla riforma Rai, atteso che, una soluzione ponte, un ibrido tra vecchia Rai e Rai targata Renzi, potrebbe trovar posto con il rinnovo del cda con la legge Gasparri per avviare intanto la riforma dell’informazione (accentramento dei tg con le newsroom delle reti unificate).

Il punto centrale rimane il capo azienda nominato dall’azionista di maggioranza, dunque dal ministro dell’Economia, ergo dal governo. L’altro punto è il rinnovo della concessione che scadrà nel 2016. La commissione parlamentare di Vigilanza rimarrebbe ma con compiti di controllo. La partita, tanto per cambiare, è tutta nella mani di Renzi.

Il sottosegretario allo Sviluppo Antonello Giacomelli ci sta lavorando da tempo ma per prudenza evita incursioni dopo gli ultimi precipitosi dietrofront imposti dal premier. Sul canone nella bolletta elettrica. Sul canone delle frequenze e infine sul modello di governance che il sottosegretario avrebbe voluto in stile Bbc (duale), ovvero con un consiglio di sorveglianza molto ampio e rappresentantivo della società civile e un comitato di gestione ristretto.

A Palazzo Chigi sono convinti che un ddl limitato ad una semplice manutenzione della legge Gasparri, articolato perciò su pochi punti, possa arrivare con meno difficoltà in porto […] Sullo sfondo resta l’ipotesi di riformare la Rai per decreto, un’ipotesi agitata dal premier che ha sollevato un coro di proteste fuori dalla maggioranza e troverebbe l’opposizione del presidente della Repubblica Mattarella.