Rai Way, proposta M5s: cda a 5 e stop Vigilanza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Marzo 2015 16:46 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2015 16:46
Rai Way, proposta M5s: cda a 5 e stop Vigilanza

Rai Way (Ansa)

ROMA – Un cda a cinque membri, consiglieri scelti attraverso l’invio di curricula, una “cabina di regia” dell’Agcom che valuterà i curricula in maniera “non discrezionale” e l’abolizione della Commissione di Vigilanza. Sono i contenuti della proposta di riforma Rai del M5S che – ha anticipato Roberto Fico a In 1/2 h – sarà presentata martedì 3 marzo.

“Prima di tutto vogliamo lavorare in Parlamento sulla riforma della Rai, nelle commissioni competenti – ha spiegato il presidente della Commissione di Vigilanza, intervistato da Lucia Annunziata -, non vogliamo il decreto. Con una discussione libera in Parlamento le leggi sono di maggiore qualità”.

“Quella di Renzi è una bugia, non si farebbe tardi con un disegno di legge – ha proseguito -. Renzi cerca un pretesto per fare il decreto. Martedì presenteremo la nostra riforma della governance, ci sarà un meccanismo per cui i consiglieri saranno indipendenti dalla politica. Ci sarà un avviso di sollecitazione pubblica per i curricula, per merito, indipendenza e onorabilità”. ”

Nella legge poi – ha proseguito – c’è l’abolizione della commissione di Vigilanza. Ho detto che volevo essere l’ultimo presidente della Commissione e probabilmente ci possiamo riuscire. C’è poi una cabina di regia dell’Agcom, che non sarà discrezionale. Avrà i curricula e li valuterà per positivi e negativi a seconda di parametri specifici e a valle ci sarà il controllo del Parlamento e non del governo. Vogliamo sostituire tutto l’articolo della Gasparri sulla governance, creando un cda a 5 membri. Entro maggio con una corsia preferenziale dataci dai presidenti della Camere, possiamo arrivare a chiudere un’epoca”. “Noi facciamo tavoli con gli altri partiti solo interni al Parlamento – ha detto ancora -, è irresponsabile non dialogare con l’opposizione, l’univa vera dopo trent’anni perché dà il senso dell’equilibrio democratico”.