Ratzinger, i preti pedofili, Berlusconi e le pressioni su Casini

di Pino Nicotri
Pubblicato il 9 Gennaio 2011 20:53 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2011 22:42

In uno dei più gravi scandali della Chiesa, l’ultima tegola arriva da Malta e segue le tegole piovute senza tregua dagli Usa, Brasile, Australia, Canada, Alaska, Austria, Italia, Irlanda… Pare proprio che quando si tratta di preti pedofili il Papa le promesse di fare pulizia non le mantiene. E riaffiora il fantasma dell’ordine diramato nel giugno 2001 da Ratzinger ai vescovi di tutto il mondo di nascondere alle autorità civili tutti i casi di pedofilia del clero. Ma andiamo per ordine.

“Perché la Chiesa di Malta protegge ancora questi scandali? Perché i preti hanno ammesso le proprie colpe nel 2003 e tutto va avanti come se non fosse successo niente?”, gli ha scritto con amarezza un gruppo di fedeli dell’isola Stato al centro del Mediterraneo. Da notare che si tratta delle stesse vittime degli abusi sessuali con le quali lo scorso aprile Benedetto XVI aveva pregato durante la sua visita a Malta. Si tratta cioè degli ex ragazzi dell’orfanotrofio di Santa Venera, costretti a suo tempo a vestirsi da donna e ad assecondare le voglie sessuali dei sacerdoti. Il processo penale contro costoro ha avuto inizio sette anni fa, ma è ancora in alto mare. Quello ecclesiastico non è stato neppure avviato! Eppure i missionari dell’ordine di i San Paolo, al quale appartengono i preti accusati, hanno inviato da tempo le carte in Vaticano perché, spiegano, “le accuse risultano fondate”, tanto che è stata presa la precauzione di non far entrare i sacerdoti a contatto con bambini. Ma uno dei sacerdoti pedofili ce lo hanno rifilato in Italia, per l’esattezza ad Albano Laziale.

Stando così le cose, che credito si può dare al fatto che il Papa lo scorso 20 dicembre parlando alla Curia romana si è scagliato contro gli abusi commessi dai sacerdoti? Li aveva bollati con queste parole: “Sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita”. Parole che devono essersi perse in mare prima di arrivare a Malta.

La pedofilia diffusa nel clero cattolico ha provocato guasti difficilmente reparabili non solo alla credibilità della Chiesa, ma anche alle sue casse. Solo negli Usa le diocesi alle quali appartenevano i preti viziosi hanno docuto sborsare finora oltre un miliardo di dollari. Forse per questo il tema non ha trovato eccessivo spazio nel tanto decantato libro intervista a papa Ratzinger del giornalista Peter Seewald, libro edito di recente e dal titolo piuttosto ambizioso: “Luce del mondo”. Una strana luce, visto che lascia al buio una faccenda di dimensioni mondiali e di peso niente affatto scarso quale è la pedofilia nel clero con annessi e connessi.

Che il libro sia agiografico passi, del resto questo genere di libri intervista ai potenti, possono infatti solo essere laudatori, ma il giornalista Seewald riesce a strafare. Ratzinger si dilunga a parlare di pedofilia nel clero cattolico e a un certo punto nomina Macial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo. E quando parla di Decollado il papa lancia una strana accusa: “In qualche modo era molto ben coperto”. Degollado, defunto due anni fa, aveva una vita sessuale non dico da bunga bunga, ma certo piuttosto sfrenata: come ci spiega Ratzinger, per decenni ha collezionato bambini e donne, “mettendo al mondo anche figli”.

Che Degollado fosse “coperto” è evidente, però Ratzinger dimentica tre particolari . Il primo è che quando finalmente lo scandalo dell’accanimento pedofilo di Degollado è scoppiato Ratzinger si è guardato bene dal mandare il vizioso fondatore dei Legionari di Cristo in galera o almeno sotto processo nei tribunali civili, preferendo invece ordinargli una vita, per quel che ne restava, di penitenza e preghiere…

Il secondo particolare dimenticato dal Papa è che è stato proprio lui a firmare, nel giugno 2001, in qualità di responsabile della Congregazione per la dottrina della fede, assieme all’allora suo vice Tarcisio Bertone, l’ordine che permetteva anche a Decollado, ma non solo a lui, di continuare tranquillamente la propria vita di abusi sessuali. Infine, il terzo particolare: per quell’ordine Ratzinger è stato accusato in un tribunale del Texas di cospirazione contro la giustizia. E se l’è cavata solo grazie all’elezione a papa: poiché il papa è anche il capo di Stato del Vaticano, George W. Bush ha dovuto ordinare al magistrato di concedergli l’immunità conseguente. Alla notizia hanno dedicato a suo tempo solo qualche riga frettolosa il Corriere della Sera e il partito radicale.

L’eterno sorrisone a 32 denti di Bertone ha un’altra valida spiegazione. Le decine di fedeli fiorentini, maschi e femmine, che dopo anni e anni di stupri consumati su di loro dal parroco Lelio Cantini, e di menefreghismo della curia fiorentina riguardo le loro drammatiche segnalazioni, hanno denunciato tutto per iscritto nel 2007 al papa e al segretario di Stato vaticano, cioè a Ratzinger e a Bertone, del tutto ignari di rivolgersi proprio ai principali corresponsabili della “copertura” al prode parroco Cantini!

Tutto ciò ha anche una alquanto triste ricaduta politica in casa nostra. Berlusconi infatti si dice sicuro che Ferdinando Casini finirà col correre in soccorso del suo governo mollando il cosiddetto terzo Polo, vale a dire Gianfranco Fini e Francesco Rutelli. La certezza di Berlusconi deriva dall’insistenza del pressing del Vaticano su Casini, dato che questi è cattolico praticante (ancorché divorziato e sposato civilmente, alla faccia della pratica cattolica) e il Vaticano si sente sempre autorizzato a mettere i piedi nel piatto della politica italiana con la scusa del “dovere morale” di fare da guida ai credenti.

Casini in effetti di recente a proposito delle “raccomandazioni” d’Oltretevere s’è lasciato sfuggire un esplicito “ne terrò conto”. Il supporter principale della pressione pro Berlusconi, chiaramente in nome del papa, è il segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone, per il quale è ormai da tempo cosa di routine interferire pesantemente con la vita politica della Repubblica italiana. Lo scorso luglio il cardinale si è incontrato a cena a casa di Bruno Vespa con lo stesso Berlusconi e altri membri di peso del governo italiano. Una presenza, anzi una invadenza, quella di Bertone, particolarmente inopportuna visto che nel 2001 ha firmato anche quel disgraziato ordine: nascondere alle autorità civili dei rispettivi Paesi qualunque caso di pedofilia nel clero e perfino qualunque caso di adescamento sessuale di maggiorenni avvenuto approfittando del sacramento della confessione.