Reddito di cittadinanza, la trincea di Tria: “Ho giurato sul solo interesse dell’Italia. E non solo io”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2018 13:03 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2018 13:06
Reddito di cittadinanza, la trincea di Tria: "Ho giurato sul solo interesse dell'Italia. E non solo io"

Reddito di cittadinanza, la trincea di Tria: “Ho giurato sul solo interesse dell’Italia. E non solo io”

ROMA – Il riconoscimento del Financial Times al ministro dell’Economia italiano, finora custode e garante dei conti pubblici e punto di equilibrio nell’alleanza Lega-M5S, suonerà come una conferma dalle parti grilline che guarda più ai mercati che ai cittadini: ma Giovanni Tria, “man in the middle” (preso nel mezzo, ndr.) alla vigilia dei suoi 70 anni, si difende da solo dagli attacchi virulenti giunti al dicastero che guida e solo un po’ più sfumati alla sua persona.

“Ho giurato nell’esclusivo interesse della nazione e non di altri e non ho giurato solo io. Ovviamente ognuno può avere la sua visione, ma in scienza e coscienza, come si dice, bisogna cercare di interpretare bene questo mandato”, ha dichiarato intervenendo ad un convegno di Confcommercio. Un messaggio nemmeno troppo velato a chi, Luigi Di Maio su tutti, gli ha intimato di trovare i 10 miliardi che servono a finanziare il reddito di cittadinanza senza curarsi di sforare la soglia psicologica del 2% di rapporto deficit/Pil. Per non parlare delle minacce carpite nell’audio dello scandalo dove si sentiva il portavoce della presidenza del consiglio promettere vendetta contro i tecnici del Mef. 

Nella prossima manovra ci saranno interventi per affrontare il problema sociale, come il reddito di cittadinanza “per permettere più facilmente le trasformazioni del tessuto produttivo che creano problemi transitori nel tessuto sociale”, spiega Tria, anche qui rivolgendosi al capo politico dei 5 Stelle che ancora ieri legala la sopravvivenza dell’esecutivo alla misura slogan del Movimento. Il sussidio sociale ci sarà, ha aggiunto Tria, il disegno del governo, “al di là delle etichette, va in quella direzione”.

“Sarà una manovra di crescita, non di austerity, ma che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito, bisogna continuare nel percorso di riduzione del rapporto debito PIL”, ha sottolineato Tria, coerente con la convinzione secondo cui è inutile sforare sul deficit per racimolare qualche miliardo in più solo per vederlo evaporare un attimo dopo alla lettura degli aumenti dello spread.

“Dobbiamo dare un segno ai mercati finanziari, a coloro che ci prestano i soldi. Stiamo attenti – ha ammonito – perché a volte se uno chiede troppo poi deve pagare interessi maggiori e quello che si guadagna si perde in interessi”.