Reddito di cittadinanza: cosa accadrà quando i meridionali scopriranno…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 11 aprile 2018 11:30 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2018 12:05
Reddito di cittadinanza: cosa accadrà quando i meridionali scopriranno...

Reddito di cittadinanza: cosa accadrà quando i meridionali scopriranno…

Reddito di cittadinanza: cosa accadrà quando i meridionali scopriranno che non esiste più? Il Movimento 5 stelle non ha più un programma, ma il loro candidato premier, Luigi Di Maio, si comporta come se lo avesse.

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Non sa fare niente e non capisce niente, ma regge la scena come un professionista. Intanto, gli altri, nel suo non partito, si occupano di cretinate, nota sconsolato Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. E  si chiede: cosa accadrà quando i meridionali scopriranno che il reddito di cittadinanza non esiste?

Forse arrivo tardi, ma è ora di parlare un po’ bene di Di Maio. Il ragazzo ha delle qualità.  Smania per fare il primo ministro, ben sapendo che ciò non accadrà mai e che sarebbe comunque un disastro. Non sa nemmeno da che parte si cominci e nessuno dei suoi lo sa. In Europa farebbe ridere un po’ tutti.

La sola idea che lui, Grillo e Casaleggio si siano messi a studiare il Def mette i brividi. Nessuno di loro sa che cosa sia un bilancio pubblico, e meno che mai sanno come ci si muova al suo interno. Ben che vada, si dovranno affidare ai ragionieri dello Stato e ai funzionari: se non sai, non puoi fare la rivoluzione.

E infatti le loro prime due proposte sono tipiche della mentalità grillina. La prima parte addirittura dal presidente della Camera, quel Roberto Fico che trova fico andare in giro a piedi e ha il grandioso scopo di ridurre i costi della politica: tagliare i 2600 vitalizi sopravvissuti (sono stati aboliti da Monti), trasformandoli in contributivi. Il risparmio si dovrebbe aggirare sui 50-60 milioni l’anno, su una spesa pubblica complessiva di circa 800 miliardi l’anno. In tutto i vitalizi esistenti rappresentano lo 0,0005 della spesa pensionistica italiana.

Se si volessero davvero tagliare i costi della politica, ben altro ci sarebbe da fare.

Ma poi perché tagliare i costi della politica? Non risulta da nessuna analisi che il dramma italiano sia questo. Nessuno lo  ha mai sostenuto. Il dramma italiano si chiama bassa crescita, bassa produttività, bassa concorrenza.

Che cosa c’entra con tutto ciò la modesta e irrilevante questione dei vitalizi? Niente.

E infatti si tratta solo di propaganda e di odio verso la politica: poiché è male, meno costa meglio è.

Questo sanno fare gli amici di Di Maio. Sulle questioni vere, la bassa crescita (penultimi in Europa) nulla propongono, se non il loro stupido reddito di cittadinanza (già archiviato, pure quello, peraltro). L’altra idea riguarda la Siae e il diritto d’autore, bazzecola con zero riflessi sulla crescita e sulle sorti del Paese.

Questo sanno fare, piccoli ingarbugli, dettagli, cose irrilevanti, bagatelle, ma Di Maio (ecco il professionista) si aggira per le tv con il piglio del futuro presidente del Consiglio e sembra che abbia tutto sotto controllo. Mentre ignora qualsiasi cosa. E continua a dire che convocherà tutti per discutere del programma. Quale programma? Se il 90 per cento del suo programma elettorale lo ha già bocciato lui stesso?

Insomma, è solo una passerella a favore delle tv. Rimane da capire che cosa faranno le popolazioni meridionali quando vedranno che non esiste, e non è  mai esistito, alcun reddito di cittadinanza. I pasti gratis vivono solo nella mente di Grillo. Mai visti nell’intera storia del pianeta.
Vuoi vedere che comincia la primavera dello scontento?