Redditopoli: 6 marzo tutti al via. Si vince facile, sulle domande controlli impossibili

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 21 gennaio 2019 8:08 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2019 8:40
Redditopoli reddito di cittadinanza: 6 marzo tutti al via. Si vince facile, sulle domande controlli impossibili

Redditopoli: 6 marzo tutti al via. Si vince facile, sulle domande controlli impossibili

ROMA – Redditopoli è il nuovo gioco, il grande nuovo gioco da tavolo del Welfare. Redditopoli come un Monopoli cui parteciperanno di sicuro milioni di italiani, il 6 di marzo tutti al via.

Al via dove? Alle Poste mercoledì 6 marzo, alle Poste in uno dei dodicimila e passa uffici delle Poste a chiedere e a ritirare il modulo Reddito di Cittadinanza, già ovviamente battezzato modulo Rdc. Il modulo ce l’hanno, ce l’avranno le Poste. Si va lì e si chiede e si compila. Dal 6 marzo. Perché proprio dal 6 marzo? Perché prima negli uffici delle Poste ci sono gli umani che ritirano la pensione e si pagano appunto le pensioni, prima del 6 marzo negli uffici Poste era sicuro il maxi ingorgo.

Redditopoli si gioca, il 6 marzo si comincia e il primo lancio di dadi è la compilazione del modulo. Dati anagrafici, situazione Isee (cioè stato patrimoniale, di reddito, insomma situazione economica) e stato patrimoniale del richiedente il reddito di cittadinanza quanto a proprietà di immobili, auto, moto e soprattutto se e quanto di conto in banca o di risparmio in qualche modo investito.

Si vince facile al primo lancio di dadi, al primo lancio Redditopoli è un gioco che premia praticamente tutti. Infatti i moduli redatti in auto dichiarazione Poste si limita ovviamente a raccoglierli e li spedisce all’Inps. Inps che, anche se volesse e non pare proprio che voglia dopo essere stato robustamente ammonito dal governo a farsi i fatti suoi, non potrebbe controllare un bel nulla dei dati forniti in auto dichiarazione.

L’Inps avrà cinque giorni cinque per in teoria controllare i dati catastali, patrimoniali, bancari, del pubblico registro automobilistico, i dati delle erogazioni assistenziali di Comuni e Regioni, controllare e confrontare tra loro i dati, questi dati relativi a milioni di cittadini richiedenti. Controlli di fatto impossibili. Si vince facile: l’Inps emetterà un generale visto, si paghi. Per ogni modulo.

Poi manderà un sms o una mail: andare alle Poste a ritirare la carta Rdc. E così Redditopoli giocando giocando arriva al traguardo. al primo giro si vince facile, si vince tutti.

Poi, poi si vede. E’ un gioco con regole ballerine Redditopoli. Se al primo giro hanno vinto tutti come è praticamente sicuro e se giocando giocando finiscono i soldi messi a disposizione, allora è previsto che i soldi mensili a ciascuno diminuiscano di entità. Ma ve la vedete la lettera : Egregio signore, i soldi stanno finendo, invece che 500 al mese che le diamo, dal prossimo mese saranno 350…firmato Salvini-Di Maio?

Redditopoli prevede nelle istruzioni insite in scatola che i soldi ci saranno perché ci sarà nel 2019 Pil più uno per cento. Che già non c’è più. Nelle istruzioni c’è scritto che se non c’è Pil più uno per cento e più, allora i soldi per Rdc ci saranno da maxi aumenti dell’Iva nel 2020/2021. C’è scritto nella scatola fornita dal governo. Ma il governo ha detto e giurato che l’Iva non l’aumenterà mai. E allora? allora è tutto un poi si vede: il Reddito di cittadinanza come la pensione a 62 anni. Prendere oggi al volo perché domani non è detto, anzi. Domani si vede, domani. Prendere in auto dichiarazione, si vince facole, Inps non può controllare.

E se controllano dopo? E i sei anni di galera a chi il reddito di cittadinanza se lo prende a sbafo? Domani, magari domani…un lungo domani nel paese del poi si vede con il governo del poi si vede e la legge di bilancio del poi si vede.