Il giallo del referendum anti-casta contro la diaria: i moduli non si trovano

Pubblicato il 15 luglio 2012 17:47 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2012 17:47

Il referendum dell'Unione Popolare ROMA – L’Unione Popolare è un movimento formato da cittadini che da mese diffonde in Rete quesiti per un referendum abrogativo di uno dei privilegi della casta: la diaria parlamentare, il rimborso che ogni deputato o senatore si vede accreditato sul proprio stipendio per il suo soggiorno a Roma durante i giorni in cui sono previsti lavori in aula. Si tratta di una cifra che si aggira sui cinquemila euro al mese, ossia quasi un terzo dello stipendio complessivo.

Il referendum ha avuto un grande successo nel mondo del web ed è stato definito come una piccola “rivoluzione gentile”. I moduli per la raccolta delle firme però, a quanto racconta Repubblica, non ci sono. “O meglio – scrive Repubblica – chi si reca nella sede del proprio comune per firmarli, spesso e volentieri, trova, dall’altro lato, funzionari che cascano completamente dalle nuvole”.

Si tratta di una trama al limite del kafkiano scrive sempre Repubblica in un articolo a firma Carmine Saviano. Che spiega:

“[Un cittadino qualsiasi intento a navigare in rete]…s’imbatte nella proposta dell’Unione Popolare e in centinaia di commenti e post favorevoli all’iniziativa. Bene, lo stesso cittadino, Costituzione alla mano, si reca negli uffici del proprio Comune per sottoscrivere il modulo e per partecipare alla raccolta della 500mila necessarie alla presentazione del quesito alla Corte di Cassazione. E qui inizia la metamorfosi: da partecipante a respinto al mittente. “I moduli? Ma per quale referendum? Qui non c’è nulla” il commento di massima dei funzionari comunali”.

“Perché si tratta di un referendum più virtuale che reale. ‘I moduli sono stati spediti’ assicura l’Unione Popolare. Ma, in centinaia di città italiane, risultano semplicemente non pervenuti. Eppure sul sito del movimento, tutto sembra funzionante ed efficiente. Si legge: la raccolta firme è iniziata il 12 maggio. Si legge: contattateci se volete predisporre banchetti nella vostra città. Ancora: questo è il nostro Iban per le eventuali donazioni. E non ci si ferma a informazioni tecniche. Anche la linea politica del movimento e l’idea guida del referendum sono nero su bianco: si parla di Nuova Politica, di Custodi dell’Agricoltura, di partiti tradizionali ormai al capolinea e di cacciare i politici dalla Rai”.

Ancora Repubblica:

“E, ovviamente, c’è chi dietro l’impossibilità di trovare i moduli, vede agitarsi fantasmi dediti al complotto e alla manomissione di un’iniziativa che, secondo gli organizzatori, ha già messo in cantiere duecentomila sottoscrizioni. Le denunce continuano: in centinaia lamentano ancora l’assenza di moduli: ‘C’era un solo foglio per una città di oltre ventisettemila abitanti’.  Problemi tecnici, che Unione Popolare sta cercando di risolvere. Per la coordinatrice del movimento, Maria Di Prato: ‘Abbiamo cominciato a raccogliere le firme a maggio e continueremo fino all’inizio di gennaio, per poi presentare i quesiti alla Corte di Cassazione’. Poi la replica a chi mette in discussione la validità legale dell’iniziativa: ‘Prima di parlare dovrebbero leggere la normativa. E’ tutto valido, andiamo avanti’.

Disguidi tecnici o precise volontà politiche per questa storia al limite del kafkiano?

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