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Referendum autonomia, in Lombardia s’impallano i tablet: caos voto, sconcerto scrutatori

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Referendum autonomia, in Lombardia s’impallano i tablet: caos voto, panico scrutatori

ROMA – Referendum autonomia, in Lombardia s’impallano i tablet: caos voto, panico scrutatori. “Siamo bloccati all’interno delle scuole”, “siamo qui a caso”: è questa la protesta di diversi scrutatori che ieri hanno lavorato nei seggi della Lombardia dove si è usato il voto elettronico per il referendum sull’autonomia. Dopo la fine di tutte le operazioni, infatti, devono attendere di ricevere la conferma che la lettura delle penne usb, che contengono i dati di voto dei singoli tablet, sia andata a buon fine. In caso contrario, infatti, i digital assistants avrebbero dovuto ricavarli direttamente dalle memorie interne delle voting machine.

«L’organizzazione è pessima, veramente pessima». Lo dice uno dei 6.750 digital assistant, i giovani reclutati dall’agenzia di lavoro interinale Manpower per supportare presidenti di seggio e scrutatori, spesso presi alla sprovvista dai tablet guasti. Il Corriere ha potuto vedere e ascoltare le decine di messaggi che i ragazzi si sono scambiati attraverso un gruppo WhatsApp. La sintesi: dilettanti allo sbaraglio. (Simona Ravizza, Corriere della Sera)

“Non possiamo uscire e si prospetta che dovremo restare qui fino alle quattro o cinque del mattino” hanno spiegato da una scuola nella zona di Turro a Milano, convinti che “con il vecchio sistema in mezz’ora ce la saremmo cavata”. A due ore e mezza dalla chiusura delle urne, all’una di notte, presidente e gli scrutatori erano bloccati all’interno delle sezioni “senza fare nulla”, protestano. In una scuola di San Siro a Milano, i presidenti hanno minacciato di andarsene chiudendo i verbali con gli agenti della polizia locale che prospettavano loro una denuncia se chiuderanno senza autorizzazione.

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