Referendum, Berlusconi: “Avrei votato sì, ma Renzi ha rotto Patto Nazareno e…”

di Lorenzo Muti
Pubblicato il 2 dicembre 2016 17:59 | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2016 17:59
Referendum, Berlusconi: "Avrei votato sì, ma Renzi ha rotto Patto Nazareno e..."

Referendum, Berlusconi: “Avrei votato sì, ma Renzi ha rotto Patto Nazareno e…” ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA – Voterà No ma non per convincimento. Anzi, se non fosse stato per qualcosa che con la riforma non ha nulla a che fare, Silvio Berlusconi avrebbe votato Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre. A dirlo, in una lunga intervista al quotidiano Il Foglio, è proprio Silvio Berlusconi.

La “colpa” del voto verso il no, secondo l’ex premier, è di Matteo Renzi. Nulla c’entra quella riforma che Forza Italia ha più volte votato. C’entra ancora una volta la rottura del Patto del Nazareno e la decisione “unilaterale” di Renzi sul nome di Sergio Mattarella per la presidenza della Repubblica.

Spiega Berlusconi che “se non si fosse rotto il patto del Nazareno, oggi il centrodestra sarebbe a sostegno della riforma costituzionale”. Quindi ci sarebbe il sì di Forza Italia anche perché, è il pensiero dell’ex premier:  “Il patto del Nazareno non si sarebbe rotto se la riforma costituzionale fosse stata del tutto diversa da questa”.

“Noi avevamo fatto quel patto – non scritto, ma molto preciso – perché’ ritenevamo che il Pd fosse finalmente disponibile a un percorso di riforme condiviso nell’interesse degli italiani. Quando abbiamo capito che si trattava soltanto di un abito cucito su misura degli interessi del Pd e di Renzi – aggiunge Berlusconi – ci siamo tirati indietro. Questo non significa, ovviamente, che noi abbiamo fatto un’alleanza politica con la Fiom o con Magistratura democratica. Noi questa Costituzione la vogliamo cambiare davvero, per migliorarla, e per fare questo e’ necessario sgombrare il campo da una cattiva riforma, che invece la peggiora”

Resta però qualcosa su cui riflettere. Berlusconi manifestamente ammette di votare non per quella che evidentemente ritiene, a ragione o a torto, l’opzione migliore degli italiani. Il suo voto No non ha a che fare con questo. E’ una sorta di vendetta politica. Un tentativo di punire Renzi restituendogli così lo sgarbo a suo dire subito oltre un anno fa.