Referendum, Bianca Berlinguer leader Pd nell’era Post-Renzi?

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 dicembre 2016 12:03 | Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2016 12:06
Referendum, Bianca Berlinguer leader Pd nell'era Post-Renzi?

Referendum, Bianca Berlinguer leader Pd nell’era Post-Renzi?

ROMA – Il giorno dopo la sconfitta di Matteo Renzi al referendum costituzionale lo scenario più plausibile è quello di un governo ponte che traghetti il Paese verso le elezioni anticipate già alla Primavera 2017. Il toto-nomi sui possibili presidenti che Sergio Mattarella si troverà a valutare è già partito: Pier Carlo Padoan, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Carlo Calenda, Vasco Errani, Graziano Delrio, Angelino Alfano, Roberta Pinotti, Piero Grasso…Ma c’è chi invece già ha spostato lo sguardo all’orizzonte: neanche il tempo di metabolizzare le dimissioni di Renzi, che già si pensa al prossimo leader della sinistra da candidare alle elezioni. Quel nome, secondo un retroscena di Affaritaliani.it corrisponderebbe a quello di Bianca Berlinguer, figlia del compianto leader del Pci Enrico e volto storico del Tg3, almeno fino a qualche settimana fa quando è stata improvvisamente rimossa dalla direzione perché considerata troppo poco filogovernativa.

Dietro a quel nome, così carico di storia e valori, si potrebbero accodare la minoranza Pd anti-renziana e alcuni illustri fuoriusciti del partito. L’idea è di affidare alla figlia il ruolo che fu già del padre, di leader carismatico che possa rappresentare un partito ricalibrato a sinistra in grado di riaggregare le anime smarrite. Il nome di una donna, annota Affari Italiani, di sinistra appunto, “con un cognome illustre, mediaticamente forte e non invisa alle latitudini vaticane”.

Questo lo scenario prospettato da Affari Italiani:

Dalle rilevazioni interne effettuate sarebbe emerso, nei suoi confronti, un alto indice di gradimento, tale da pensare con concretezza a una sua ipotesi reale di candidatura, prima dentro il partito, in un perimetro di primarie, e poi alle politiche, che sembrano ormai sempre più vicine: l’ipotesi è la prossima primavera.

Dai rumors la candidatura della Berlinguer – che si troverebbe a competere alle prossime elezioni, plausibilmente, contro un leader di destra e uno dei 5 stelle – bloccherebbe sul nascere anche quella “Cosa Rossa” che era accorsa in soccorso di Matteo Renzi durante la campagna referendaria, quando l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia aveva lanciato un salvagente politico al premier, ora travolto dalla sconfitta. Una formazione di sinistra non antigovernativa e non antirenziana, rappresentata anche dall’attuale presidente della Camera Laura Boldrini e dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

Eppure la stessa Berlinguer, lo scorso settembre aveva messo le mani avanti su una sua possibile candidatura alla guida del Pd:

“Grazie di questo affetto, degli incoraggiamenti e delle tante sollecitazioni arrivate in questi giorni via Facebook” ma “in questo momento sono molto concentrata sul lavoro, ci tengo molto, anche se è uno spazio giornalisticamente non semplice”.

“Nel futuro – aveva aggiunto – mi piacerebbe dare una mano alla ricostruzione del Paese. Nel futuro – ha ribadito – ma non credo che esista un leader ma un gruppo dirigente e un progetto politico. Ora, anche nella minoranza non vedo un progetto politico”.