Referendum, il No farebbe il bis al 61%. E Destra-Centro sfiora il 37%

di Lucio Fero
Pubblicato il 29 novembre 2017 13:48 | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2017 0:08
matteo-renzi

Se ci fosse oggi il referendum vincerebbe ancora il No, come quando si dimise Renzi (foto Ansa)

ROMA – Referendum, you remember Italia? Referendum dell’anno scorso, 4 dicembre 2.016. Quello della vittoria del No. Vittoria grossa e grassa. Beh, se lo ricordi o no l’Italia, il No farebbe il bis. Il bis della vittoria e stavolta col 61 per cento, perfino un po’ di più di quanto non siano stati i No un anno fa.

Ad andare a sondare e a chiedere agli italiani se siano pentiti o almeno perplessi su quel No ad un anno di distanza, sono stati Nando Pagnoncelli e il suo istituto di ricerca e il Corriere della Sera. Pentiti proprio no, perplessi tanto meno. Di quelli che hanno votato No un anno fa passerebbero al Sì la miseria del 4 per cento. E viceversa dal voto Sì al voto No passerebbe solo il 5 per cento. Insomma non ci si schioda da come si è votato un anno fa.

E neanche ci si schioda dal perché si è votato No. Sostanzialmente per punire chi governa, nella fattispecie Matteo Renzi. Un anno dopo la voglia di punire il governo e chi governa nell’incarnato materiale di Matteo Renzi appunto, è l’emozione, il sentimento elettorale dominante. Un anno fa 7 su 10 di quello che votavano No dicevano di farlo per punire il governo Renzi. Un anno dopo la voglia non si è spenta, altro che pentimento. Rivoterebbero No e lo farebbero sostanzialmente solo per dare sfogo e corpo alla voglia di punire.

Gli elettori del No infatti, un anno fa e ancora oggi, se interrogati sui punti della riforma istituzionale che sonoramente bocciarono, sono…d’accordo e favorevoli a quei punti. Ma la maggioranza, la grande maggioranza degli elettori votò allora e voterebbe oggi un anno dopo non sulla riforma ma sul governo. Anzi, meglio, sul potere. Anzi, meglio ancora, sul sistema.

La mirabile e massiccia convergenza in un unico grande No dell’opinione e umori anti sistema con parte del sistema in funzione anti Renzi e anti riforme si produsse un anno fa e si produrrebbe ancora. Questo dice il sondaggio e c’è da credergli.

Altro sondaggio, stavolta sulle elezioni della prossima primavera, dice che il Destra-Centro (Salvini-Meloni-Berlusconi) sfiora il 37 per cento dei consensi. E può sognare, grazie alla caratteristica italiana di soccorrere il più probabile vincitore, di sfiorare il 40 per cento. Oggi come oggi Forza Italia al 16 e passa, Lega al 15 e più, Fratelli d’Italia al 5 abbondante. E M5S primo ma solo intorno al 28 per cento. E il centro sinistra di Renzi e alleati che arranca un po’ sotto il 30 per cento. E la sinistra in missione anti riforme tra il 6 e il 7 per cento. Rischia di essere contenuta la suspence sul chi vince le prossime elezioni.

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