Referendum, i dati definitivi: ha votato quasi il 55% degli italiani, compresi quelli all’estero

Pubblicato il 14 Giugno 2011 8:57 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2011 8:59

Foto LaPresse

ROMA – Questi sono i dati definitivi sui quattro quesiti del referendum. In totale, compresi gli italiani all’estero, hanno votato in 27.637.945, percentuale del 54,81%, al primo quesito sull’acqua, in 27.642.457, il 54,82%, al secondo, sempre sull’acqua. Al quesito sul nucleare i votanti sono stati 27.624.922 per una percentuale del 54,79%. Per il legittimo impedimento invece 27.622.369 votanti, 54,78%.

Una media abbassata leggermente proprio dai votanti residenti all’estero. Per quanto riguarda i quesiti invece il 95,8% ha votato sì a quelli sull’acqua, i sì alla domanda sul nucleare sono stati invece il 94%, 94,6% quelli sul legittimo impedimento. Quorum raggiunto quindi con un’affluenza alle urne molto alta.

Silvio Berlusconi, lunedì mattina, a voto ancora in corso, aveva rotto il silenzio elettorale ammettendo che “dovremo dire addio al nucleare in seguito del voto popolare» e che «dovremo impegnarci sulle energie rinnovabili”. Un concetto poi ribadito a risultato ormai conclamato: “La volontà degli italiani è netta su tutti i temi delle consultazioni”.

Insomma, un risultato decisamente positivo per i comitati referendari, che per la prima volta da 16 anni a questa parte riescono nell’obiettivo di ottenere una partecipazione di popolo tale da garantire la validità della consultazione. In tutte le precedenti occasioni, infatti, il fronte dei no ha sempre preferito optare per una campagna a favore dell’astensione, con l’obiettivo di far fallire il voto. Ma questa il “tranello” referendario non è scattato.

Resta ora da verificare se vi saranno ripercussioni sul governo, visto che il referendum sul legittimo impedimento coinvolge direttamente il premier Silvio Berlusconi e che gli altri tre sono comunque legati a provvedimenti approvati dal governo o legati al programma elettorale del centrodestra. Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, e il ministro Ignazio La Russa, che del partito è coordinatore, si sono affrettati a dire che gli italiani hanno votato su quesiti specifici e non sulla tenuta dell’esecutivo. Le opposizioni, dal canto loro, sono immediatamente partite all’attacco. Per il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, Berlusconi a questo punto avrebbe solo un passo da compiere: “Si dimetta e vada al Colle”.

Ma non è solo l’opposizione ad analizzare il secondo risultato negativo per il centrodestra a distanza di poche settimane dalla debacle delle amministrative. La Lega è preoccupata, anche perchè domenica prossima ci sarà il tradizionale raduno di Pontida nel corso del quale Bossi parlerà al popolo leghista reduce dalla doppia sconfitta al referendum e alle elezioni amministrative, con il tracollo di Milano. Particolarmente esplicito Roberto Calderoli: “Diremo a Berlusconi cosa dovrà portare in aula il 22 giugno. Siamo stanchi di prendere sberle…”.