Referendum, Di Maio e Toninelli festeggiano e rispondono a Costacurta: “Grazie Billy”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Settembre 2020 13:11 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2020 8:51
Referendu, Di Maio e Toninelli e il selfie per Costacurta

Referendum, Di Maio e Toninelli festeggiano e rispondono a Costacurta: “Grazie Billy”

Referendum, Di Maio e Toninelli festeggiano e rispondono a Costacurta: “Grazie Billy”.

Un selfie con Danilo Toninelli su uno dei terrazzini del palazzo di Montecitorio e la scritta a caratteri cubitali: “grazie Billy”.

Su Instagram Luigi Di Maio festeggia la vittoria del Sì al referendum con una replica a Billy Costacurta, l’ex difensore del Milan che, intervistato da Repubblica, aveva parlato del suo No “per non vedere le facce di Di Maio e Toninelli trionfanti”. 

Ma è andata male a Costacurta. I Sì, infatti, hanno vinto e Di Maio ha deciso di festeggiare proprio con Toninelli la vittoria.

Taglio parlamentari Regione per Regione. Dove la forbice taglia di più: in Umbria da sette rappresentanti a tre

Taglio parlamentari cosa fatta, il popolo ha deciso tramite referendum di confermarne la riduzione del numero, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori.

Ma quanto pesa questo taglio in termini di rappresentanza, quanti seggi perdono i territori, cioè le Regioni? Il taglio dei parlamentari non vale per tutti allo stesso modo.

In particolare le Regioni medio-piccole al Senato subiranno la riduzione più penalizzante, insieme a una diminuita possibilità di accesso per i candidati meno forti, di minoranza, nelle Regioni meno popolose.

 

Taglio parlamentari, Regioni medio-piccole penalizzate

Con il taglio dei parlamentari, Basilicata e Umbria, ad esempio, perdono il 57,1 per cento dei propri rappresentanti, scendendo da 7 a tre eletti a Palazzo Madama.

Alla Camera dei deputati non ci sono modifiche particolarmente significative (maggiori dello 0,2 per cento) nel peso dei deputati delle varie regioni sul totale. Fa eccezione la Sicilia, i cui deputati passerebbero dal pesare per l’8,3 per cento sul totale all’8 %.

Dopo il taglio: la rappresentanza Regione per Regione

Al Senato il sistema elettorale è un po’ diverso. L’elezione dei senatori avviene su base regionale in proporzione alla popolazione residente ma riserva in ogni caso un seggio alla Valle d’Aosta, due al Molise e almeno sette (tre dalla XIX legislatura) a ciascuna altra regioni.

Alcune Regioni, le medio-piccole, saranno colpite più considerevolmente in termini relativi dal taglio, perdendo quasi la metà dei loro rappresentanti attuali a Palazzo Madama.

E’ il caso del Friuli Venezia Giulia, della Liguria, dell’Umbria, dell’Abruzzo, della Basilicata e della Calabria. Di un terzo, da sei a quattro seggi, è infine tagliata la rappresentanza della circoscrizione Estero.

La Sardegna perderebbe una decina tra senatori e deputati: i primi passerebbero da 9 a 4, i secondi da 17 a 11 o 12.

Le uniche regioni che non saranno intaccate dal taglio nella loro rappresentanza al Senato saranno le più piccole. Uno solo resterà il senatore della Valle d’Aosta e due resteranno quelli del Molise.

Inalterata, dunque, resta la rappresentatività per numero di abitanti dei senatori eletti in queste regioni. Uno ogni 125.501 in Valle d’Aosta e uno ogni 151mila in Molise.

La Lombardia sarà la regione che perderà il maggior numero di senatori: passerà dagli attuali 49 a soli 31 seggi a Palazzo Madama, perdendone ben 18.

In termini di rappresentatività, la seconda regione a pagare le conseguenze del taglio di 115 senatori che ridurrà a 200 i componenti eletti dell’Assemblea del Senato, sarà la Campania. Passa, infatti, da 29 a 18 senatori, perdendone 11.

La Lombardia finirà dunque con avere un senatore ogni circa 326mila abitanti, mentre prima del taglio ne avrebbe avuto uno ogni 206.203.

L’Umbria ne avrà uno ogni 220mila a fronte dei quasi 126mila con i numeri attualmente in vigore.