Referendum indipendenza Veneto, voti due milioni: li contano i secessionisti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Marzo 2014 15:44 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2014 9:28
Referendum indipendenza Veneto, voti due milioni: li contano i secessionisti

Referendum indipendenza Veneto, voti due milioni: li contano i secessionisti

ROMA – La radio e anche qualche tv informano che è in corso niente meno che un referendum. E’ il 21 di marzo 214 e qualche radio e tv, nei giorni scorsi anche qualche giornale, raccontano che oggi in Italia si vota. Per il referendum, per un referendum. Non in tutta Italia, più o meno solo nel Veneto. Si vota alle corte e al sodo per l’indipendenza, insomma la secessione, del Veneto dall’Italia. Mica una cosa da niente l’indipendenza e la secessione. Si sta votando…

I notiziari informano di quando in quando dell’affluenza dei votanti: a metà giornata 1.900.000 circa. Infatti gli organizzatori del referendum e i sostenitori della indipendenza/secessione puntano a superare i due milioni. Una cifra politicamente e socialmente enorme, corrisponde più o meno al 60 per cento dell’elettorato veneto. E poiché non c’è dubbio che tra i votanti il sì alla indipendenza/secessione sarà larghissima maggioranza, ecco che con questi numeri risulta che il 50 e passa per cento dei veneti è, referendum alla mano, per l’addio all’Italia matrigna e straniera.

Con questi numeri…ma chi li dà questi numeri? Si vota su piattaforma elettronica, mica all’antica in un seggio e su scheda cartacea. Piattaforma gentilmente fornita e controllata dagli organizzatori del referendum e sostenitori dell’indipendenza/secessione. Sono loro che contano i votanti, sono loro che danno i numeri. Tutto molto casalingo, tutto molto a fidarsi. Sono insomma i tifosi a fare da arbitro, una garanzia. Domani diranno: due milioni di veneti per l’indipendenza del Veneto e qualche radio, tv e giornale, più di qualche, riprenderà e registrerà. Con l’attendibilità della risposta che l’oste dà quando gli si chiede come è il suo vino.

Morale: fatti un sito, mettici un blog, conta tutti i tuoi, chiamalo referendum, moltiplica e mescola con sapiente spudoratezza e ti sarai fatto niente meno che un popolo, di cui sarai ovviamente il rappresentante e l’interprete.