Il Fatto: “Quegli 890mila euro rimborsati alla catwoman emiliana”

Pubblicato il 4 ottobre 2012 13:29 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2012 13:29

REGGIO EMILIA – Silvia Bartolini, stipendiata con 45 mila euro all’anno più 32 mila di rimborso spese, è il presidente della Consulta degli emiliano romagnoli all’estero. Una macchina che costa alle casse della Regione Emilia Romagna un milione di euro all’anno, quasi tutti consumati in viaggi, cene, alberghi. Sono 53 persone che si riuniscono due volte l’anno. Un organo che esiste solo in Emilia Romagna.

Come riporta il Fatto Quotidiano, la Consulta ha il compito di favorire attività e progetti che contribuiscano a tenere in vita la cultura locale tra le comunità di emiliano romagnoli residenti all’estero. Per questo, tra le diverse voci di spesa, compaiono master, borse di studio, scambi culturali, eventi e manifestazioni in Italia e all’estero.

Scrive il Fatto:

Finora, però, a pesare di più sul bilancio è stato il funzionamento stesso della Consulta. Tra gettoni di presenza, indennità ai componenti, e pagamento delle spese di viaggio a persone estranee alla Regione, solo nel 2007 sono stati spesi oltre 320 mila euro. E 280 mila nei due anni successivi. In tutto più di 890 mila euro dei 3 milioni tirati fuori complessivamente dalla Regione in tre anni.

Nel 2008 il budget di 8.500 euro messo a disposizione per pranzi e cene è stato utilizzato fino all’ultimo centesimo. E nella lista dei rimborsi ci sono anche fatture da capogiro: 1.049 euro lasciati al ristorante dell’Hotel Giovanni di Londra, 900 al De Luigi di Roma, e altri 602 all’Hilton Perth Globe Restaurant, negli Stati Uniti.

Per il 2011, la cifra stanziata per le trasferte ammonta a 400 mila euro e a 286 mila euro quella per i gettoni e le indennità. Scorrendo le singole spese spiccano i 30 mila euro spesi per il soggiorno in Italia di un gruppo di discendenti da emigrati in Europa e i 50 mila euro utilizzati per organizzare dei corsi di lingua e cultura italiana in America Latina. Sono anni che l’Italia dei Valori, la Lega nord e il Movimento 5 stelle provano a smontare il trono di cartapesta sul quale è seduta Bartolini. Ma del tutto inutilmente. Neanche in tempi di crisi.