Regionali, Bersani: “Berlusconi non sorride più, è nervosetto”

Pubblicato il 26 Marzo 2010 18:32 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 19:56

Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, è a Torino per chiudere la campagna elettorale e dice: «Berlusconi ultimamente è piuttosto nervosetto. Io un sorriso lo faccio anche quando parlo di crisi. Lui invece non sorride più. Parla di amore e digrigna i denti».

«Stasera vedrete – sostiene Bersani – invaderà le tv e dirà che questo voto è lo scontro del bene contro il male. Ormai ha solo rabbia: contro la magistratura, contro la sinistra che mangia i bambini, contro i conduttori tv e Santoro che poi alla fine è stato un bel boomerang».

Addentrandosi nel vivo delle regionali, Bersani afferma: «La Polverini è andata a giurare a San Giovanni nelle mani del miliardario. Se vince lei a comandare saranno Berlusconi e Storace».

Parlando poi dello scontro in Piemonte, il leader del Pd difende la Bresso dalle offese del premier: «Mercedes Bresso è l’unica italiana che ci rappresenta in Europa, ha una mentalità europea ed aperta e questo è fondamentale perché il nordovest sia la cerniera tra l’Italia e l’Europa. Berlusconi porti più rispetto».

«Lei – aggiunge Bersani – ha dato una risposta formidabile dicendo che Berlusconi si trucca più di lei. E io a supporto ricordo che dal ’94 io ho meno capelli mentre a lui sono cresciuti». Bersani ha ammesso che il Piemonte è una «regione in bilico, la si gioca sul pelo e questo spiega il valore del voto ma non è solo questo. Piemonte e Liguria hanno un valore nelle relazioni con l’Europa e non è solo questione di infrastrutture. Serve la testa e quindi non si può consegnare il nordovest nelle mani di chi ha la testa chiusa».

«Questa campagna elettorale è servita anche ad imparare quello che siamo noi – sottolinea il leader Pd – un grande partito popolare. Se stamattina ero ai cancelli della Fiat è perché è ora che l’Italia sappia che c’é gente che va a lavorare alle cinque per un salario di 1250 euro e rischia la cassa integrazione. Abbiamo avuto una campagna elettorale non semplice e la destra pensava di essere in carrozza dopo le batoste che avevamo subito alle politiche ed alle europee. Pensavano che saremmo finiti nella riserva indiana con tre-quattro regioni e che avrebbero potuto fare la cavalcata sulle riforme che piacciono a ‘lui’. Ed invece i motori girano e girano in questa campagna elettorale e non siamo messi così male come pensavano».

Una campagna elettorale che, insiste il leader Pd , «é servita per portare i riflettori sul lavoro, i redditi, la scuola e la sanità oltre ai temi democratici». Differenze di temi che per Bersani coincidono con differenti concezioni di partito: «Noi discutiamo ma non abbiamo un imperatore e quando è ora di combattere ci ritroviamo intorno ai nostri valori».

“E’ da due anni che il Pd fa le sue proposte anticrisi – ricorda Bersani – Ora settori delle forze economiche e sociali che prima incensavano ogni atto del governo chiedono alla politica di agire. Non siamo mica tutti uguali, a queste forze dico che se hanno una critica la indirizzino in modo giusto. A me non mi metti nel mucchio. Bisogna fare seri investimenti anticrisi. Non è vero che i soldi non ci sono ma vanno usati per mettere in moto gli investimenti per le piccole e medie imprese e mettere i soldi in tasca ai redditi bassi”.

Il leader del Pd spiega infine che se il centrosinistra vincerà le regionali si rivolgerà a Berlusconi per chiedergli: «’Hai capito o no che è ora di discutere dei problemi della gente e non dei tuoi?’ Questo è il senso del nostro sforzo elettorale», conclude.