Regionali. Decisione Regione Lazio dopo Consiglio di Stato, decisive le motivazioni

Pubblicato il 20 Marzo 2010 15:17 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2010 15:17

È attesa dopo le 18.30 la decisione dei giudici della V sezione del Consiglio di Stato, in merito all’ammissione o meno della lista provinciale del Pdl di Roma alle prossime elezioni regionali del Lazio. Al termine dell’ udienza, infatti, il collegio presieduto da Piergiorgio Trovato ha riconvocato le parti per quell’ora.

Il collegio è composto da giudici diversi rispetto alla scorsa occasione, ma ciò non è avvenuto, a quanto si apprende, su richiesta delle parti. Sabato 13 marzo a presiedere il collegio era Stefano Baccarini e i giudici erano Giampiero Paolo Cirillo, Cesare Lamberti, Marzio Branca e Francesco Caringella. Oggi, oltre a Trovato, fanno parte del collegio i magistrati Filoreto D’Agostino, Aniello Cerreto, Roberto Chieppa e Nicola Russo.

Ad attendere la sentenza del Consiglio di Stato, oltre ovviamente il Pdl, la stessa Regione Lazio, che deciderà sulla richiesta di rinvio del voto avanzata dalla lista di Vittorio Sgarbi, solo dopo il verdetto dei giudici amministrativi. In particolare, qualsiasi dovesse essere la scelta del Consiglio di Stato sulla lista provinciale di Roma del Pdl, fondamentali saranno le motivazioni della decisione.

Se per i consiglieri, contrariamente a quanto fatto dal Tar, il dl cosiddetto salva-liste dovesse essere considerato valido anche nel Lazio, la Regione potrebbe motivare un rifiuto alla richiesta di rinvio alla luce dell’articolo 2 dello stesso decreto legge, che stabilisce in 6 giorni la durata minima della campagna elettorale.

Se invece anche il Consiglio di Stato confermerà che il dl non è applicabile nel Lazio, non ci sarebbero praticamente motivazioni per la Regione di rifiutare la richiesta di slittamento del voto.