Regionali, la Consulta: no a sospensione decreto salva-liste, stop non rimuoverebbe precarietà

Pubblicato il 18 Marzo 2010 17:47 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2010 21:45

La Corte Costituzionale ha rigettato la richiesta di sospensione in via cautelare del decreto legge ‘salva-liste’ presentata dalla Regione Lazio.

La Corte Costituzionale ha pertanto escluso il rischio di un “danno grave e irreparabile” al regolare svolgimento delle elezioni regionali derivante da consultazioni che si terranno il 28 e 29 marzo sulla base di norme suscettibili di una successiva bocciatura.

«L’eventuale sospensione dell’efficacia del dl “salva liste” “non potrebbe rimuovere in via definitiva la condizione di precarietà che caratterizza l’imminente competizione elettorale, in ragione della vigenza di un decreto legge non ancora convertito ed al momento già oggetto di ulteriore ricorso in via principale» dinanzi alla Corte Costituzionale. È questo il principale motivo per cui la Consulta ha rigettato la richiesta di sospensiva.

I giudici costituzionali, nell’ordinanza n.107 depositata in serata in cancelleria scritta dal vicepresidente della Corte Ugo De Siervo, hanno inoltre riconosciuto che la condizione di precarietà dell’imminente appuntamento elettorale è “in sé suscettibile di generare gravi incertezze che si potrebbero ripercuotere sull’esercizio di diritti politici fondamentali e sull’esito stesso delle elezioni”, ma in ogni caso ‘permarrebbe con identica gravita” anche nel caso in cui fosse accolta la domanda di sospensione cautelare del decreto legge ‘salva liste’.

Infatti, «ben potrebbe verificarsi» che il giudizio di legittimità costituzionale sul decreto, che la Corte pronuncerà nel merito solo in futuro, «si concluda definitivamente con una pronuncia di non fondatezza, ovvero di inammissibilita”; in tal caso – sottolinea la Consulta – la sospensione dell’efficacia del dl «potrebbe produrre un danno analogo, per qualità ed intensità, ai diritti e agli interessi implicati dallo svolgimento delle elezioni, che deriverebbe, in senso uguale e contrario, dall’applicazione delle disposizioni censurate». Quindi – conclude la Corte – in questo caso «non è possibile affermare che sia prevalente il danno derivante dal perdurare dell’efficacia del decreto-legge censurato». Per l’assenza di «periculum in mora» la richiesta di sospensiva cautelare del decreto legge è stata pertanto rigettata.

La Consulta infatti, si pronuncerà solo tra uno o due mesi, a elezioni concluse, sul merito della legittimità del decreto ‘salva-liste’. La Regione Lazio, con un intervento dell’avvocato Federico Sorrentino, stamane aveva sollecitato i giudici a sospendere in via cautelare l’efficacia delle norme varate dal governo, definite un «veleno che si sta espandendo come una pandemia» tanto da incidere sulla «certezza delle norme elettorali». Il decreto ‘salva liste’ resterà invece in vigore.