“Pdl escluso? Se avessero chiesto di presentare le liste in ritardo, nessuno l’avrebbe impedito”

Pubblicato il 10 Marzo 2010 16:34 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2010 16:51

«Nessuno ha fatto una questione sul centimetro». Anzi: «Quando sono intervenuta neanche sapevo che si trattasse di Radicali e Pdl. Sono intervenuta solo per portare ordine. Io non sarei nemmeno intervenuta, se le forze dell’ordine non mi avessero chiamata. C’era un problema ed era giusto ci fosse uno di noi».

Lo ha detto la presidente dell’Ufficio elettorale del Tribunale di Roma Anna Argento rispondendo a un cronista che le ha letto le dichiarazioni fatte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul “pasticcio delle liste”. «Io sono intervenuta, certo – ha proseguito – per cercare di mettere ordine. Dovevamo vedere qual era il motivo del contendere. Non potevamo accettare la pretesa che riprendessero la fila da dove l’avevano lasciata, lasciando uno scatolone a fare la fila da solo. Se avessero chiesto di presentare le liste in ritardo nessuno glielo avrebbe impedito. Il nostro provvedimento di ieri (l’esclusione della lista Pdl, ndr) prescinde infatti dall’interpretazione del Tar».

Ricordando quei momenti, il giudice Argento – già al centro di polemiche per la presenza di una foto di Che Guevara nel suo ufficio, che il magistrato ha chiarito non essere sua – si è detta sicura che «era passato mezzogiorno da un pezzo. Io ero arrivata alle 12,15» e poi ha spiegato: «C’era solo un gran vociare. Il dottor Milioni, credo fosse lui, mi ha persino detto “state a fà un gran casino”. Si sono piccati evidentemente del nostro tentativo di fare ordine. Ci vorrebbe più rispetto, ne è emerso uno spaccato niente male».