Regionali in Lombardia, i pm: “926 firme false nelle liste di Formigoni e Pdl”

Pubblicato il 17 ottobre 2011 20:05 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2011 12:15

MILANO, 17 OTT – Per le elezioni regionali lombarde del marzo 2010 sono state apposte, in totale, 926 firme false a sostegno della liste di Roberto Formigoni e del Pdl. Lo scrive il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, nell'avviso di chiusura delle indagini per falso ideologico, notificato in queste ore a 15 persone, tra cui 4 consiglieri provinciali milanesi del Pdl e Clotilde Strada, collaboratrice di Nicole Minetti e all'epoca responsabile del partito per la raccolta delle firme. Nell'atto si parla di ''firme apocrife''.

In particolare, le indagini degli inquirenti hanno accertato la falsita' di 618 firme presentate per la lista 'Per la Lombardia' di Formigoni (a sostegno del 'listino' ne vennero presentate circa 3800 in totale e la quota necessaria per legge e' di 3500) e di 308 firme per la lista della circoscrizione provinciale milanese del Pdl.

Secondo gli inquirenti, poi, il 'sistema' di falsificazione delle firme per le elezioni del 28-29 marzo 2010 era gia' stato messo in piedi tra gennaio e febbraio.

Clotilde Strada, come si legge nell'avviso di chiusura che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, ha agito ''in qualita' di vice responsabile del settore elettorale del Pdl Lombardia, ma in concreto unica effettiva responsabile dell'attivita' di raccolta delle firme dei sottoscrittori necessarie per la presentazione delle liste''. E ha agito in ''concorso'' con i consiglieri provinciali Massimo Turci e Barbara Calzavara, anche loro indagati, assieme agli altri due consiglieri della Provincia, Nicolo' Mardegan e Marco Martino.

Strada, stando al capo di imputazione, avrebbe consegnato a Turci e Calzavara, nell'ambito di un ''disegno criminoso'', gli ''elenchi dei sottoscrittori'' delle liste ''gia' compilati con le generalita' complete e le firme apocrife''.

I consiglieri, che dovevano autenticare le firme in qualita' di ''pubblici ufficiali'', attestavano invece ''artatamente'' di avere ''previamente identificato ciascun sottoscrittore con il documento'', quando in realta' non lo avevano fatto.

E in piu', sempre stando all'imputazione, attestavano ''falsamente'' come ''vere, autentiche ed apposte in loro presenza'' firme che non lo erano.

Al consigliere Turci e' contestato di avere da solo autenticato 536 firme false del 'listino' di Formigoni e 205 di quello del Pdl.

Tra gli indagati anche il consigliere provinciale di Varese del Pdl Franco Binaghi, il sindaco di Magenta (Milano) Luca del Gobbo, il consigliere provinciale di Pavia Gianluigi Secchi e quello provinciale di Monza Massimo Vergani.

L'inchiesta era nata a seguito di un esposto in Procura dei Radicali che, dopo aver dato 'battaglia' nei tribunali amministrativi per chiedere l'annullamento delle elezioni, si erano presentati con tre scatoloni con dentro oltre 500 firme da loro ritenute false. Nel corso delle indagini era anche stato sentito come teste Guido Podesta, presidente della Provincia di Milano ed ex coordinatore lombardo del Pdl.