Regionali Lazio, Picozza: “Baby sboom alle stelle, necessario rafforzare offerta sanitaria”

di Silvia Di Pasquale
Pubblicato il 9 febbraio 2018 11:03 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2018 11:04
Regionali Lazio, Picozza: "Baby sboom alle stelle, necessario rafforzare offerta sanitaria"

Carlo Picozza

ROMA – “Nel Lazio il baby-sboom è alle stelle: il 7 per cento di parti in meno di fronte a una riduzione in Italia del 2 per cento”. A lanciare l’allarme è Carlo Picozza, capolista della Civica Zingaretti Presidente alle prossime elezioni regionali del 4 marzo. Il giornalista mostra preoccupazione per il calo drastico delle nascite.

“Dall’Istat giurano che è colpa dei costi per crescere un figlio” sottolinea Picozza. E le ostetriche sembrano confermare questa tesi, precisando: “Dipende anche dalle spese per farlo nascere“. “Tra ecografie (fino a sei in nove mesi), altri accertamenti diagnostici e visite, una gravidanza nella nostra regione costa di media 5mila euro. Si spende il doppio e più se il parto viene eseguito in una clinica”, fanno sapere Maria Vicario e Marilisa Coluzzi, presidente e segretaria della Federazione nazionale dei collegi delle ostetriche.

“La prima mossa da fare è rafforzare l’offerta sanitaria rivolta alle gestanti e alle puerpere – precisa Picozza – con lo sviluppo dei consultori e delle loro attività, con la creazione di un nuovo modello organizzativo del percorso nascite che veda in campo la presa in carico della donna da parte delle ostetriche (di famiglia e di comunità) fuori dall’ospedale (abbattendo i costi), nei servizi territoriali e a domicilio per le gravidanze fisiologiche. I servizi ad alta intensità come gli ospedali, invece, dovrebbero essere riservati alle gestanti con patologie a rischio o a quelle legate alle gravidanze in tarda età”.

Carlo Picozza, da poco rieletto consigliere dell’Odg Lazio, ha più volte sottolineato l’importanza di offrire ai pazienti una sanità dal volto più umano. Un nuovo umanesimo che metta al primo posto la dignità di chi riceve le cure. Non è un dettaglio, ma una parte fondamentale della guarigione. “Il paziente deve capire che è in buone mani, con il personale deve esserci una sorta di patto” afferma con fermezza il candidato, che lo scorso 8 febbraio ha fatto visita al San San Camillo–Forlanini di Roma per il lancio del “Percorso Polmone“, un servizio concreto, che crea un ponte diretto tra medici di famiglia e specialisti per la diagnosi e la cura delle patologie polmonari.