Regionali: Lega annuncia Padanine in ospedale, Pd si indigna, infine visita annullata

Pubblicato il 24 Marzo 2010 19:57 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2010 19:57

Un candidato alle Regionali in Emilia-Romagna, il leghista forlivese Daniele Baldini, ha annunciato la vista delle Padanine al reparto di chirurgia pediatrica dell’ospedale Bellaria di Bologna, il Pd si indigna definendo la Lega «in stato confusionale» e la visita è stata infine annullata.

Le Padanine sono tre belle ragazze che in maglietta bianca con scritta in verde “Lega” compaiono sui manifesti e accompagnano parte delle iniziative elettorali.

L’idea l’ha avuta Marco ‘Mambo’ Mambelli, altro candidato forlivese che giorni fa ha ricevuto e respinto le accuse di ‘velinismo’.

Per il Pd ha reagito Marco Lombardelli, coordinatore dell’esecutivo regionale: «Mi auguro si abbia l’intelligenza e il decoro di evitare di portare all’interno delle corsie degli ospedali, dove ci sono persone che soffrono, scempiaggini di questa natura. La Lega Nord con iniziative indegne come questa strumentalizza il dolore e calpesta la dignità della politica per racimolare una manciata di voti. Mi domando se ai pazienti ricoverati parleranno di Padania libera e ronde!».

Lombardelli ha chiesto che «si porti il giusto rispetto nei confronti di chi è ricoverato e si mettano i cittadini emiliano-romagnoli nelle condizioni di poter scegliere tra le migliori proposte politiche in campo per il futuro dell’Emilia-Romagna. Il confronto sia sulle idee per il governo della Regione. Errani, il Pd e il centro sinistra sanno cosa dire, la Lega Nord è in stato confusionale».

Poi la controreplica di Baldini: «Si precisa che la visita delle Padanine ai piccoli pazienti è una iniziativa spontanea e senza fini strumentali nè politici. La decisione della visita è nata dalle tre ragazze (Erika, Stefania, Eleonora ) e non ci saranno simboli di partito e/o candidati al seguito».

In serata Baldini ha comunicato che la visita della Padanine è stata annullata e in una nota di tre righe ha precisato che si è trattato di «un errore di comunicazione».