Regionali Lombardia. Ingroia sta con Ambrosoli

Pubblicato il 12 Febbraio 2013 10:03 | Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2013 15:27
regionali lombardia ingroia ambrosoli

Regionali Lombardia. Antonio Ingroia (nella foto) si schiera con Ambrosoli

MILANO – Regionali Lombardia. Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia si schiera con il candidato del centrosinistra Umberto Ambrosoli per battere il “vero” nemico Maroni. Sebbene a livello nazionale diffidenze e attriti con Bersani restino intatti (“con Ambrosoli invece si può discutere”)  e appunto al Senato se la vedrà da solo, Ambrosoli fa sue le indicazioni sul voto utile del segretario Pd. Il quale non propone alla compagine centrista che appoggia l’outsider Albertini “né tavoli né tavolini” forte del convincimento che in Lombardia o vince Ambrosoli o vince Maroni, con tutte le conseguenze del caso.

L’endorsement verso Ambrosoli a questo punto riguarda Pd, Sel, Idv, l’ultimo arrivato Ingroia e quella pattuglia di montiani che è già uscita allo scoperto per l’appoggio al candidato del centrosinistra. Valutabile intorno a un terzo dei montiani, la fronda centrista contribuisce in maniera decisiva a spostare gli equilibri del duello, un testa a testa dato per certo fino a pochi giorni fa. Da un punto di vista politico di più ampio respiro, molti centristi, nonostante le indicazioni contrarie di Monti che considera suicida per la nuova formazione non votare il suo candidato, molti centristi, dicevamo, considerano più rilevante scongiurare la vittoria di Maroni.

Ragionava qualche giorno fa Massimo Cacciari a proposito dell’esito del voto in Lombardia. In sintesi, diceva: Senato o non Senato, Bersani potrà guidare l’Italia  da solo o insieme a Monti (come preferirebbe): il problema è che qualsiasi esecutivo uscirà dovrà governare con tutto il nord produttivo contro, amministrato dal monocolore leghista. Non si è fatto il partito del nord e questo è il risultato: esiziale, per le sorti anche del governo nazionale, sarebbe non impedire che Piemonte, Veneto e domani la Lombardia parlino con una voce sola, quella delle autonomie in marcia verso il separatismo. E la paralisi istituzionale.