Regionali, Orlando avverte M5s: “Ora modificare asse di governo”. Salvini non molla: “Non la vedo bene”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 27 Gennaio 2020 15:34 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2020 15:34
Regionali, Orlando avverte M5s: "Ora modificare asse di governo". Salvini non molla: "Non la vedo bene"

Andrea Orlando (nella foto Ansa) avverte M5s: “Risultato regionali modifica l’asse di governo”

ROMA – “E’ giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l’asse di governo”. A rivendicarlo è il vicesegretario Pd Andrea Orlando che ai microfoni di Circo Massimo, in onda su Radio Capital, commenta così la vittoria di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna. 

A fare da contraltare al successo Pd c’è il M5S, uscito dal voto con le ossa rotte: un partito che è gigante in Parlamento, seppur tra decine di defezioni e cambi di casacca, e nano alle urne. Cosa succederà ora? Per Orlando “il governo è più forte e Salvini è più debole”. Ma i 5 Stelle “dopo questa severa sconfitta, dovrebbero rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l’attività di governo”.

“Il Pd è di nuovo il primo partito – aggiunge Orlando – dopo due tornate in cui in Emilia Romagna era molto distante dall’esserlo. Dopo due scissioni, siamo il partito di maggioranza relativa con una crescita significativa. Ora bisogna andare a un momento riformativo. Penso che questo sia un passaggio giusto. C’è bisogno di aprire il partito e di rimettere in discussione gli organismi dirigenti”.

Orlando non dimentica di sottolineare il contributo dato dalle Sardine: “Ha fatto bene Bonaccini a rivendicare il lavoro fatto, Salvini invece ha sbagliato a polarizzare il voto. E in questa dinamica hanno pesato molto le sardine”, ragiona l’ex ministro. “Il fatto che un movimento di quel tipo si sia messo in campo e abbia galvanizzato un pezzo di elettorato è stato molto importante. Senza la mobilitazione della società il Pd non avrebbe vinto”.

Ma il riassetto dell’asse politico, ci tiene a precisare Orlando, non riguarda le poltrone bensì i temi. “Noi non vogliamo dei posti: vogliamo un assetto programmatico che tenga maggiormente conto dei temi delle diseguaglianze, della lotta per la transizione ecologica” e “che sia messa da parte dal M5s una certa vena antipolitica e giustizialista”. Un rimpasto di governo? “Non credo che si ponga questa questione, ci interessano i temi”, aggiunge. “Assolutamente vogliamo rivedere i decreti sicurezza e trovare un accordo per una norma diversa da quella Bonafede sulla prescrizione”. 

L’unico a porre dubbi sulla stabilità del governo dopo la disfatta 5 Stelle, è però Salvini che, in conferenza stampa con la candidata sconfitta Lucia Borgonzoni, pronostica: “Non la vedo felice né per Pd né per 5Stelle perché il centrodestra ha preso il 55% in Calabria e il 45 in Emilia-Romagna. Al governo ora ci sono due forze politiche di cui una in enorme difficoltà, ma non sta a me commentare”. Poi aggiunge: “Non occorre uno scienziato per capire che se i 5 stelle perdono tre quarti dei loro voti che passano alla sinistra. Ma questo è un problema tutto interno alla maggioranza”.

Fonte: Ansa