Regionali, Renzi: “Non sono test su di me”. FI: “Violato silenzio elettorale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Maggio 2015 16:32 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2015 16:32
Regionali, Renzi: "Non sono test su di me". FI: "Violato silenzio elettorale"

Regionali, Renzi: “Non sono test su di me”. FI: “Violato silenzio elettorale”

ROMA – Dice che di politica italiana non può parlare. Ma a domanda risponde e risponde no: “Le elezioni regionali non sono un test su di me”. Matteo Renzi, nel giorno precedente alle elezioni regionali partecipa e interviene al festival dell’Economia in svolgimento a Trento. Si è in pieno silenzio elettorale, ma una battuta sulle amministrative al premier scappa. Così quando gli viene chiesto se intende le elezioni regionali come un test su di lui Renzi replica:

“Francamente no, per me le europee hanno un grande valore. Per me il punto centrale è cambiare la politica europea. Le elezioni locali hanno valenza locale”.

Quindi “rafforza” il concetto:

“Se ogni volta il voto è un sondaggio sul gradimento del governo finisce, ad esempio con le europee, che si mandano in Europa persone che stanno lì solo perché sono più o meno amiche del capo del governo o dell’opposizione. Faccio un appello, e parlo di europee visto che sono in silenzio elettorale, abituiamoci a pensare che il voto serve per quello per cui si vota”.

Le parole di Renzi sulle elezioni non passano inosservate e il Mattinale, nota politica di Forza Italia, sulla questione silenzio elettorale violato chiede addirittura l’intervento di Sergio Mattarella:

“Apprendiamo che, violando in modo sfacciato la regola del silenzio elettorale, oggi pomeriggio Renzi partecipa a una manifestazione a Trento con il suo protegé dell’Inps, Boeri. La cosa non può accadere, non deve accadere. La schizofrenia di Renzi che invoca la moralità e la tradisce mentre la proclama, non può arrivare al punto di uno sfregio che impone il richiamo alla legalità repubblicana del Capo dello Stato prima che sia la Procura di Trento a provvedere”.

Renzi, in verità, non è stato l’unico leader a parlare oggi. Lo ha fatto via Facebook anche Matteo Salvini intervenendo sulla questione profughi e definendo complici delle invasioni tutti quelli che domani non andranno a votare.