Regionali, Salvini: “Io l’anti-Renzi”. Il premier si accontenta del 4-3

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Maggio 2015 18:00 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2015 18:00
Regionali, Salvini: "Io l'anti-Renzi". Il premier si accontenta del 4-3

Regionali, Salvini: “Io l’anti-Renzi”. Il premier si accontenta del 4-3

ROMA – Il 31 maggio gli italiani di sette regioni saranno chiamati alle urne. E Matteo Salvini lancia la sua sfida. Sia al premier, Matteo Renzi, che allo scomodo alleato Silvio Berlusconi. “Se gli elettori andassero a votare e noi fossimo i secondi dopo Renzi, io ci sono, non mi tiro indietro”, riponde a “In 1/2 h” a Lucia Annunziata che gli chiede se è pronto a essere lo sfidante di Renzi. Anche il messaggio all’ex Cavaliere è chiaro. Il leader leghista mira alla leadership dell’opposizione. Si candida, insomma, a rappresentare l’anti-Renzi.

Sul fronte Pd, prevale il senso di prudenza. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che fino a qualche giorno fa aveva sperato in un robusto 6-1 come risultato finale, ora parla più prudentemente di un 4-3 come traguardo di successo. “Per noi amanti del calcio – dice al Secolo XIX – il 4-3 evoca ricordi fantastici, con il piattone di Gianni Rivera e la Germania eliminata. Da quando sono segretario abbiamo recuperato quattro regioni alla destra, superato il 40% alle europee, recuperato molte città. Fosse un 4-3 sarebbe comunque una vittoria per il pd. Ma credo che andrà meglio”.

A preoccupare il presidente del Consiglio è soprattutto la Liguria, dove si gioca una sfida a sinistra con il civatiano Pastorino che potrebbe favorire il berlusconiano Toti. E a conferma di questi timori c’è il fatto che domani il segretario Pd sarà ancora in Liguria – alla Spezia – con la candidata Paita. Anche il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, frena sul peso delle regionali: “Il 4-3 sarà comunque una vittoria? Penso che in ogni caso l’esito del voto non influenzerà il futuro del governo”, dice.

Sul fronte opposto, Silvio Berlusconi da giorni distoglie l’attenzione dal risultato, guardando piuttosto alla ricostruzione del partito, che potrebbe uscire molto provato dal risultato delle regionali. Ieri l’indicazione di una preferenza per una donna come successore. E, al di là della soluzione familiare – con la possibile opzione di Barbara Berlusconi – in campo c’è il nome di Mara Carfagna. “Sulla leadership non c’è in gioco una ambizione personale – dice Carfagna ospite di Maria Latella nell’Intervista su SkTg24 – oggi dobbiamo capire se dobbiamo ricostruire il centrodestra, e dobbiamo capire cosa vuole fare Salvini”.