Regionali. Udc in lista, soli in quattro regioni

Pubblicato il 23 Dicembre 2009 20:18 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2009 20:19

Pier Ferdinando Casini

Da soli in Toscana, Emilia e non escluso anche in Veneto e Lombardia. Ma un fatto sembra certo: l’Udc peserà in modo significativo per la vittoria in nove regioni su 13. E come ribadito ancora ieri da Pier Ferdinando Casini, nelle alleanze per le regionali, i centristi tenendo ferma la linea espressa da tempo, non sceglieranno tra due poli, ma i candidati, siano del Pd come del Pdl.

E così se in Piemonte i centristi sembrano propendere per un appoggio alla candidata del centrosinistra Marcedes Bresso, non potendo certo sostenere la candidatura del leghista Roberto Cota, in Campania potrebbero invece optare per un sostegno al candidato del Pdl. In Umbria, tra le regioni nelle quali fanno da ago della bilancia, l’Udc potrebbe sostenere il presidente uscente del centrosinistra Rita Lorenzetti, sempre se il Pd decidesse di ricandidarla per il terzo mandato (i sostenitori dell’ex segretario Dario Franceschini sarebbero contrari), mentre in Liguria la partita è ancora aperta, come del resto in Puglia.

In Veneto il Pdl ha convinto il governatore uscente Giancarlo Galan a non presentare una propria lista in polemica con la scelta di candidare al suo posto un esponente della Lega. La contropartita sarebbe la promozione di Galan a ministro e non si esclude la creazione di un nuovo ministero ad hoc per lui. Il prezzo che Pdl e Lega pagano per la non ricandidatura di Galan sarebbe però la fine dell’accordo con l’Udc, che potrebbe appoggiare quindi il candidato del centrosinistra o scegliere di sostenere il proprio candidato: Antonio de Poli. In Puglia il centrosinistra appare in sofferenza ed i giochi sono ancora aperti.

Il Pd ha cercato in tutti i modi di ostacolare la riconferma della candidatura di Nichi Vendola ed é stata convocata l’assemblea regionale dei democratici per il 28 dicembre con all’ordine del giorno la possibilità di dare via libera alla conferma di Vendola o di proporre un nuovo candidato sostenuto da una coalizione che avrebbe nell’alleanza tra Pd e Udc il proprio perno. Raffaele Fitto, fautore di un accordo con i centristi, penserebbe ad una candidatura a loro gradita, come quella di Adriana Poli Bortone.

Del caso Puglia si è occupato personalmente Massimo D’Alema che nei giorni scorsi ha escluso primarie del centrosinistra e auspicato infatti un accordo con l’Udc. L’ex ministro degli Esteri si era augurato il passo indietro del governatore uscente accusandolo di “irresponsabilità politica”, convinto che solo l’adesione dell’Udc a una nuova coalizione possa far vincere il centrosinistra. Su quest’ultima condizione è d’accordo Vendola che si sta adoperando per formulare un programma su cui possa confluire anche il partito di Pier Ferdinando Casini, ricordando che già nelle elezioni di quattro anni fa lo avevano sostenuto due liste di “moderati per Vendola”. Ma se dovesse essere ufficializzata la ricandidatura di Vendola appare improbabile un sostegno da parte dei centristi.

L’Udc si sta intanto adoperando perché nel Lazio ci possa essere un proprio candidato a sfidare Renata Polverini, capolista del centrodestra, ma Casini non ha fatto mistero di un suo gradimento per il segretario uscente dell’Ugl. Nelle Marche i centristi potrebbero avallare la ripresentazione del candidato del Pd Gianmario Spacca, considerato un “moderato”.