Regione Lazio: 25mila euro per cappellano, Zingaretti taglia

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2015 22:12 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2015 22:12
Regione Lazio: 25mila euro per cappellano, Zingaretti taglia

Regione Lazio: 25mila euro per cappellano, Zingaretti taglia

ROMA – A messa in Regione sì, ma senza alcuna spesa per le casse pubbliche. La Regione Lazio infatti, così ha deciso l’amministrazione di Nicola Zingaretti, non spenderà più un euro per l’assistenza spirituale da anni garantita da un cappellano “in house”.

Un servizio che in base a una convenzione con la diocesi di Roma era arrivato a costare quasi 25 mila euro l’anno. Stop: in nome della spending review sarà trovata una “nuova formula senza oneri per l’amministrazione che ovviamente la Regione studierà in collaborazione con il Vicariato”, chiarisce la giunta. Con ogni probabilità si stringerà un accordo con una parrocchia vicina, che invierà un sacerdote periodicamente alla cappella interna del palazzone di via Cristoforo Colombo.

Una mossa che, col Giubileo alle porte, non é piaciuta però all’opposizione di centrodestra, in particolare al capogruppo de La Destra Francesco Storace, che da governatore nel 2003 aveva istituito il servizio.

“Nel 2003 – ricorda Storace – decidemmo di stipulare una convenzione con la Diocesi di Roma per fornire assistenza spirituale ai dipendenti della Giunta. Il cappellano designato fu don Achim Otto Shutz che, in oltre 12 anni di attività pastorale, ha riscosso grande apprezzamento da parte dei fedeli”.

Per Olimpia Tarzia, capogruppo della lista Storace e cattolica di ferro, il servizio era diventato “una guida spirituale rilevante per la vita di molte persone che desiderano fuggire da una visione del mondo relativista e materialista”. Don Shutz, a quanto riferisce chi frequenta il palazzo della Regione, celebrava messa tre volte a settimana, alle 8 del mattino, o in occasioni come la Settimana Santa o il Natale. Cerimonie a cui la giunta di centrodestra di Renata Polverini, governatrice in testa, spesso e volentieri partecipava seduta nei primi banchi della cappella.

Ma era stata la giunta precedente, quella di centrosinistra guidata da Piero Marrazzo, a raddoppiare la convenzione da 12 mila a 24 mila e 800 euro l’anno. “Perché nell’anno del Giubileo tagliare un costo così irrisorio a fronte di altre spese milionarie? E che fine farà la cappella?” chiede dunque Storace.

“Non c’è nessuna soppressione del servizio spirituale per i dipendenti effettuato all’interno della Regione Lazio, compresa la disponibilità della cappella interna – replica la Regione – Cambiano solamente le modalità di questo servizio che non sarà più erogato tramite onerosa convenzione (in atto dal 2003) con il cappellano designato, Achim Otto Schutz, ma attraverso una nuova formula senza oneri per l’amministrazione che ovviamente la Regione studierà in collaborazione con il Vicariato”.