Regione Lazio: la carica dei 500 portaborse. 7 segretari per ogni consigliere

Pubblicato il 22 agosto 2012 9:57 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2012 10:01
renata polverini

Il presidente della Regione Lazio Renata Polverini

ROMA – Acceso il faro sulle esorbitanti spese della Regione Lazio per foraggiare i gruppi consiliari (15 milioni annui complessivi per 71 membri), la scena illuminata a Via della Pisana rivela un via vai frenetico, una vera e propria carica di quelli che con poca urbanità chiamiamo portaborse. Un esercito di collaboratori, segretari, assistenti, press agent, addetti alla comunicazione, giornalisti e non: sono 500, tra interni e esterni, assunti a tempo pieno e part time, praticamente 7 addetti a consigliere. Ai 211 mila euro cadauno che spettano ai consiglieri vanno aggiunti i 3 mila di extrabonus che il consigliere può spendere come crede, anche per le cene elettorali, ma che possono essere destinati  per aumentare gli staff.

Staff veramente numerosi, ripartiti secondo una logica verticale della “dotazione organica”: il presidente della Assemblea regionale Mario Abbruzzese assicura che si stanno compiendo passi importanti per mettere un freno alla spesa fuori controllo (ma dopo lo scoop e l’autodenuncia dei radicali), rivendica un risparmio di 10 milioni, non dice come si supererà lo stallo della legge per regolare i meccanismi di finanziamento (sì alla pubblicazione trasparente dei redditi degli eletti, ostacoli alla pubblicazione dei trasferimenti riconosciuti dalla presidenza ai consiglieri).

In ogni caso, vediamo come si giunge alla pletorica assegnazione degli staff, una moltiplicazione tale che fa assomigliare Regione più che a un organo politico elettivo a una gigantesca agenzia di collocamento, specie per il ricorso agli esterni. La struttura è così composta, secondo il Regolamento. Il presidente del Consiglio regionale ha diritto a a uno staff di 19 persone, 9 delle quali possono essere assunte al’esterno alla Regione (più un numero imprecisato di altri collaboratori per materie specifiche, laddove l’aggettivo “imprecisato” dai redattori dell’edizione romana del Corriere della Sera mette più di qualche brivido).

I vicepresidenti, sempre per Regolamento, possono dotarsi di 12 unità, 4 delle quali esterne. I tre segretari si dividono 10 addetti, 4 possono arruolarli all’esterno. Quindi vengono le commissioni del Parlamentino regionale: sono 19. Il Regolamento assegna tre collaboratori per ogni commissione, più due che possono essere esterni. Siamo arrivati a 167 addetti, che possono diventare di più se con i tre mila euro il consigliere, o il presidente, o il segretario, o il vicepresidente non decida di “spacchettare”, assumendo cioè part time due addetti per la stessa posizione.

Il grosso, ovviamente, spetta alla “dotazione organica” assegnata ai partiti. Ci sono 16 gruppi consiliari (molti gruppi sono il risultato delle fratture e gli smottamenti politici avvenuti durante la legislatura. Di questi, 8 sono monogruppi, organismi unicellulari formati da un solo consigliere, che però hanno diritto a 7 segretari ciascuno (Verdi, Lista civica ciitadini, Socialisti, Misto e i “nuovi” Api, Fli, Mpa, Etica e Responsabilità). Pd, Pdl, Lista Polverini (rispettivamente 17, 14, 13 consiglieri) possono contare su 24 addetti. All’Udc, con sei consiglieri, spettano 17 collaboratori. L’Idv, 5 consiglieri, mantiene 16 colaboratori. Destra, Radicali e Sel hanno diritto a 10 collaboratori.

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