La Regione Piemonte taglia gli stipendi dei consiglieri del 10 per cento

Pubblicato il 17 Dicembre 2010 15:01 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2010 15:10

Il Consiglio regionale del Piemonte vara un pacchetto di austerity che prevede il taglio del 10% degli stipendi dei consiglieri e una serie di misure per garantire che al gettone di presenza corrisponda un’effettiva presenza in Aula per tutta la durata dei lavori della seduta.

Le nuove iniziative, che si aggiungono al dimezzamento dell’indennità di fine mandato approvato di recente, permetterà all’assemblea legislativa piemontese di realizzare un risparmio di sette milioni nell’arco dei cinque anni della legislatura.

L’annuncio è stato dato oggi, 17 dicembre, nella conferenza stampa di fine anno dal presidente Valerio Cattaneo. Il prossimo anno, ha anticipato Cattaneo, la Regione metterà mano anche alla riforma dei vitalizi, la cui età minima è già stata portata da 60 a 65 anni. Cattaneo non ha anticipato i termini della riforma, ma ha lasciato intendere che il confronto e il dibattito andranno nella direzione di una riduzione dei costi per la pubblica amministrazione e di un generale contenimento dei costi della politica.

”Già lunedì prossimo – ha spiegato Cattaneo facendo riferimento alla riduzione del 10% degli stipendi – chiederò a tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale di firmare il pacchetto. La proposta di legge andrà poi immediatamente in Commissione, perché intendo farla approvare entro la fine dell’anno”.

”Con il taglio del 10% dello stipendio – ha aggiunto – la Regione risparmierà circa mille euro al mese per ogni consigliere, 800 mila euro scarsi l’anno, pari a oltre tre milioni e mezzo a fine legislatura. Altrettanti saranno recuperati con il dimezzamento del Tfr dei consiglieri, approvato all’unanimità nel maggio scorso, che ha cancellato il privilegio della doppia indennità di fine mandato dei consiglieri e degli assessori esterni”.

La legge demanderà a un regolamento attuativo dell’Ufficio di presidenza le misure mirate a tagliare i gettoni di presenza indebitamente incamerati. Per ottenerli sarà necessario firmare più volte nella giornata, e non soltanto all’inizio della seduta del mattino. E sarà vietata l’autocertificazione che fino a oggi consentiva di assentarsi dalle sedute di aula per motivi istituzionali come la presenza a manifestazioni e inaugurazioni, percependo comunque il gettone.

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