Regione Puglia, si dimette l’assessore Mazzarano (Pd): sospetto voto di scambio

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 marzo 2018 17:04 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2018 17:04
L'assessore pugliese Michele Mazzarano si è dimesso dopo un servizio di Striscia la Notizia su un sospetto voto di scambio

Michele Mazzarano (Foto da Facebook)

BARI – L’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia, Michele Mazzarano (Pd), si è dimesso in relazione ad un servizio trasmesso mercoledì sera da Striscia la Notizia in cui un testimone lo accusa di avergli promesso di assumere i suoi due figli in cambio della concessione gratuita di un locale per la campagna elettorale delle regionali del 2015.

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“In merito al servizio di Striscia, avendo riconosciuto il signore intervistato, che mi perseguita da tre anni, ho provveduto a sporgere esposto querela nei suoi confronti presso la Procura della Repubblica di Taranto”, ha detto l’assessore Mazzarano. “Confido nel buon esito dell’attività della magistratura e sono molto sereno – conclude Mazzarano – sulla correttezza e buona fede del mio operato”.

Nel servizio del tg satirico si parla di un presunto pagamento di un locale in campagna elettorale in cambio di due posti di lavoro in occasione delle elezioni regionali del 2015.

L’uomo sentito dagli inviati di Striscia, ripreso di spalle e con un cappuccio in testa, racconta: “Io presi un locale a Taranto per Mazzarano e lui mi fece una proposta: faccio entrare i tuoi figli nell’azienda Asl o qualche altra azienda e tu ti paghi il negozio”.

Inoltre il cittadino sostiene di aver ottenuto per uno solo dei suoi figli il posto di lavoro, a tempo determinato, in un’azienda che lavora con l’Ilva, e di aver così richiesto tramite un avvocato i soldi dell’affitto spesi per il locale elettorale.

A seguito della mancata assunzione del secondo figlio, come emerge dall’audio registrato di un incontro tra assessore e cittadino diffuso da Striscia, Mazzarano si impegna: “Te lo sistemo, dammi tempo, l’altro l’ho sistemato o no. Statevi calmi e risolviamo il problema”.

Secondo quanto riportato da Striscia la Notizia per Mazzarano si sarebbe trattato di un atto estorsivo da lui subito ed i carabinieri avrebbero ascoltato tutta la conversazione. Sul punto però, l’inviato di Striscia, dopo aver fatto ascoltare a Mazzarano altri stralci dell’incontro in cui dice “all’Ilva, dove sta lui, due ne ho fatti entrare” e “quando io e te non ci conoscevamo, io ne ho messe otto di persone, tutte in una volta”, evidenzia le discrepanze sul fatto che Mazzarano dice di aver già presentato la denuncia, mentre il suo legale parla dell’intenzione di presentarla.

 

Con le dimissioni di Michele Mazzarano sale a cinque il numero degli assessori regionali della giunta Emiliano che in quasi tre anni di amministrazione si sono dimessi. Mazzarano è il terzo del Pd. Il 7 febbraio scorso, in piena campagna elettorale per le elezioni politiche, fu l’assessore regionale all’ambiente, Filippo Caracciolo (Pd), indagato per corruzione e turbativa d’asta, a comunicare al governatore Michele Emiliano la sua decisione di rimettere le deleghe. Prima di lui, nel luglio 2017, era stato l’assessore regionale ai trasporti e lavori pubblici, Gianni Giannini (Pd), a dimettersi dopo aver appreso di essere indagato in una inchiesta su presunte tangenti in cambio di appalti in alcuni comuni nel barese. Nemmeno una settimana dopo si dimise (ma per motivi politici e non giudiziari) l’assessore all’ambiente, Mimmo Santorsola (Sinistra Italiana).

A pochi mesi dall’avvio della legislatura nell’ottobre 2015, si era dimesso per ragioni di opportunità, l’allora assessore regionale al turismo, Gianni Liviano D’Arcangelo (esponente della civica Emiliano Sindaco di Puglia), dopo la pubblicazione di un articolo in cui si parlava di un appalto per organizzare gli Stati generali della cultura affidato dalla Regione con procedura diretta ad un amico dell’assessore.