Regione Sicilia non paga: senza Internet ospedali, 118…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Dicembre 2015 12:16 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2015 12:16
Regione Sicilia non paga: senza Internet ospedali, 118...

Regione Sicilia non paga: senza Internet ospedali, 118…

ROMA – Hanno staccato la spina ai server della Regione Sicilia come a un qualsiasi cittadino moroso: la società pubblica Sicilia Servizi guidata dall’ex magistrato Antonio Ingroia non ha pagato forniture telematiche per 114 milioni di euro e non solo gli assessorati, gli uffici sono rimasti senza internet, ma anche gli ospedali, il 118, i servizi essenziali sono rimasti all’epoca antidiluviana pre web.

Si discute adesso, lo dice non solo Ingroia, sul fatto che sia assurda l’interruzione di pubblico servizio da parte di un socio privato per un contenzioso finanziario, restano tuttavia gli incredibili ritardi amministrativi (sempre Ingroia). Si paventa addirittura un sabotaggio del nord, dalla Valle d’Aosta in particolare, dove ha sede la Engineering, la società che gestisce il sistema informatico in rete.

Il caso è politico, il presidente della Regione ha deciso di estromettere i privati dalla gestione, Sicilia Servizi è finita nel mezzo del contenzioso. Anche perché le casse della Regione sono drammaticamente vuote e si stanno tentando tutte le strade per evitare un altro defualt. Felice Cavallaro sul Corriere della Sera spiega bene il momento nero di una Regione ridotta allo stato di “flipper ammaccato”.

Ma, rabbia a parte, dal tono di Ingroia si intuisce che la Regione ha le sue colpe: «Un’azienda privata guarda ai profitti, ma qui siamo di fronte a servizi pubblici essenziali. Tuttavia incredibili i ritardi della Regione». Non digerisce invece la «sfida», alla vigilia di una riunione convocata per stamane: «Bloccano tutto mentre stiamo per sederci al tavolo…».

La vicenda si incastona nello psicodramma di una Regione con le casse vuote. Mancano un milione e 400 milioni per salvare il bilancio. L’assessore alle Finanze, mandato come un commissario da Palazzo Chigi, Alessandro Baccei, cerca una banca disposta a prestare altri 270 milioni per tamponare la falla. Ma si vive il rischio default che nel luglio 2012 provocò le dimissioni di Raffaele Lombardo. (Felice Cavallaro, Corriere della Sera).