Regioni e colori: zona verde, proposta Cts per dare speranza (non il ministro). Scienza o saggezza popolare?

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 8 Gennaio 2021 12:42 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2021 13:43
Regioni e colori: zona verde, la nuova proposta del Cts per dare speranza (non il ministro) ai cittadini

Regioni e colori: zona verde, la nuova proposta del Cts per dare speranza (non il ministro) ai cittadini (Nella foto Ansa, Agostino Miozzo)

Zona verde: tra i colori delle regioni ancora manca. Ma non disperate, presto potrebbe arrivare. Zona verde speranza. Con la s minuscola, da non confondere con Speranza ministro. Sembra una battuta, un gioco linguistico riuscito male. Invece è una proposta fatta da Agostino Miozzo del Cts.

Cts, ovvero Comitato Tecnico Scientifico. Cioè la commissione di esperti che consiglia il governo sulle decisioni da prendere sulla pandemia da Coronavirus. Consigli che si basano su criteri scientifici. Almeno dovrebbero.

Perché Miozzo ha candidamente detto che si potrebbe pensare di aggiungere la zona verde a quelle rossa, arancione e gialla. O forse sostituire una di queste con la verde. Il motivo: “per dare speranza”. Perché verde speranza non si perde (speriamo non si perda quello importante con la S maiuscola). La vecchia saggezza popolare, quella sì che era in grado di sostituirsi alla scienza.

Regioni e colori: Miozzo (Cts) propone la zona verde

“Nel sistema di classificazione per colori delle regioni è stato proposto di inserire il verde, per dare questo obiettivo di speranza, ma non è ancora stato inserito nelle categorie. Il verde sarebbe per le regioni che teoricamente sono in una condizione di ritorno alla normalità. In questo momento non credo ce ne siano, però alcune regioni hanno un’incidenza piuttosto bassa nella trasmissione del virus. Dobbiamo avere un minimo di speranza e cercare la luce in fondo al tunnel”. Lo ha detto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo a Buongiorno, su Sky TG24, .

Miozzo e gli effetti delle restrizioni di Natale

“Stiamo in piena pandemia, la curva si è stabilizzata non si sta abbassando come auspicheremmo. Il controllo del sistema sanitario sta reggendo: è in sofferenza in molte regioni del Paese, in sofferenza le terapie intensive, in sofferenza i reparti di accettazione, però diciamo che la macchina sta perfettamente tenendo. Siamo molto preoccupati della potenziale evoluzione, auspichiamo che verso la fine della prossima settimana si possano vedere gli effetti di quelle dolorose restrizioni che abbiamo imposto per il periodo di Natale”. Lo ha detto ancora Miozzo.

“Non possiamo fare un lockdown totale”

“La migliore soluzione per la malattia dovrebbe essere il lockdown totale, ma è evidente che noi non possiamo mettere il Paese in lockdown fino alla fine del percorso vaccinale quando avrà raggiunto quella mitica immunità di gregge. Dobbiamo convivere e per farlo ci dobbiamo consentire delle aperture che fanno salire questa curva”. Lo ha detto ancora Agostino Miozzo a SkyTg24. (Fonti: Ansa, SkyTg24)