Regioni: due italiani su tre non ci credono più. Il 63% vorrebbe eliminarle

Pubblicato il 7 ottobre 2012 10:10 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2012 10:10

ROMA – Due italiani su tre non hanno più la minima fiducia nelle Regioni. Il susseguirsi di scandali e di sprechi incomprensibili in questa o in quella Regione ha profondamente turbato i cittadini. Oggi la quota di italiani che riesce a giudicare positivamente i partiti politici è ridotta al 4 per cento, meno di quanti, in qualche modo, operano attivamente all’interno dei partiti stessi.

Come riporta il sondaggio di Renato Mannheimer per il Corriere della Sera, la maggioranza (53 per cento) degli elettori manifesta sfiducia persino nei confronti del Comune in cui vive. Ancora minore è il consenso espresso per le Province (38 per cento). E, com’è comprensibile alla luce degli ultimi avvenimenti, risulta ulteriormente inferiore quello dichiarato per le Regioni: due italiani su tre (64 per cento) affermano di non apprezzare più queste ultime. Il distacco è ancora più accentuato tra i giovanissimi (71 per cento di sfiducia) e tra i residenti nelle Regioni meridionali (70 per cento di sfiducia), a conferma del tradizionale minore attaccamento alle istituzioni rilevabile in queste aree.

Ciò porta alcuni a proporre di abolire le Regioni oltre alle Province. Quasi due italiani su tre (63 per cento) ne auspicano l’eliminazione, anche se una quota consistente (38 per cento) propone di limitare questo provvedimento solo ai contesti di minore dimensione.

Inoltre ben il 14 per cento afferma di avere mutato, a seguito degli scandali, la propria scelta elettorale. E una percentuale altrettanto ampia dichiara di voler passare alla diserzione dalle urne.