Le 3 bugie della Polverini. Repubblica: “Fondi, controllo e trasparenza”

Pubblicato il 26 settembre 2012 11:21 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2012 11:22
Renata Polverini

Renata Polverini (LaPresse)

ROMA – Renata Polverini ha raccontato almeno 3 bugie, scrivono Paolo Boccacci e Carlo Bonini su Repubblica. La prima riguarda la gestione dei fondi, di cui ha dichiarato di non essersi occupata. La seconda sul controllo delle spese del Pdl Lazio di cui lei non avrebbe saputo nulla. La Terza riguarda invece la trasparenza: la Polverini aveva annunciato che i conti sarebbero stati pubblicati in due ore. Repubblica sottolinea però che dall’annuncio la prima pubblicazione, e parziale, dei conti sia avvenuta 7 giorni dopo. Boccacci e Bonini presentano le loro prove sul quotidiano e scrivono che, dal loro punto di vista, la Polverini è “complice e non vittima”.

GESTIONE FONDI – La Polverini ha detto: “La Giunta ha solo stanziato 35 milioni per il finanziamento del Consiglio. E comunque ho chiesto più volte al Presidente dell’Assemblea regionale Mario Abbruzzese che avviasse una spending review. Gli ho inviato lettere molto dure”.

Ma Bobbacci e Bonini scrivono sul quotidiano che vi sono almeno 7 circostanze che smentirebbero questa dichiarazione:

“Tra il 2010 e il 2011, l’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale corregge infatti, con cinque successive delibere, le iniziali dotazioni di bilancio (1 milione) destinate al finanziamento dei gruppi gonfiandole prima di 5 milioni e 400 mila euro, quindi di 3, ancora di 3 e infine di 2 milioni e 700 mila. Sono provvedimenti presi con il voto unanime dell’ufficio di Presidenza in cui siedono i rappresentanti di maggioranza e opposizione. Dunque, anche con il voto della “Lista Polverini”, di cui la governatrice, per altro, è consigliere eletto. Ma non basta. Quelle delibere, per ottenere ciò che chiedono, devono necessariamente passare per uno stanziamento di denaro da parte della giunta. Che infatti arriva nel 2011. Anche qui, con due delibere (febbraio e dicembre 2011) firmate da Luca Fegatelli, direttore del Dipartimento istituzionale e territorio, ufficio alle dirette dipendenze della Polverini.

Ora, se la Polverini dice il vero, dobbiamo immaginare un Abruzzese frenato da quelle “dure lettere” in cui gli si chiede di chiudere i cordoni della borsa. Peccato che, nell’anno in corso – 2012 – non solo la dotazione dei fondi ai gruppi non venga ridotta, ma, al contrario, cresca ancora. Con il placet della Giunta e della Lista Polverini che, come candidamente ammette il suo capogruppo Mario Brozzi, al luglio scorso, si è già visto accreditare 2 milioni e 200 mila euro”.

CONTROLLO SPESE DEL PDL – “Ragazzi, ragazzi, dovete studiare. Non è compito né mio, né della Giunta sapere come quei fondi venivano spesi”. Queste le repliche della Polverini a chi le ha chiesto come fosse possibile che ignorasse come il modo in cui il Pdl Lazio spendeva il denaro pubblico.

Anche in questo caso Repubblica afferma che la dimissionaria governatrice della Regione Lazio abbia mentito:

“Vittima della sua foga assertiva, la Polverini inciampa in un argomento logico, prima ancora che in un’obiezione fattuale. Se non sapeva, se non era suo compito non diciamo controllare, ma almeno informarsi, non si capisce allora perché avesse scritto quelle «dure lettere» ad Abruzzese. Ma, soprattutto, non si capisce perché abbia memoria solo delle lettere che ha spedito e non di quelle che ha ricevuto. Come quella del 18 luglio scorso a firma Franco Fiorito (ora agli atti dell’inchiesta della Procura).

Una paginetta senza perifrasi cui l’ex governatrice non diede mai risposta e in cui si legge: «Sollecitato da alcuni zelanti colleghi ho proceduto ad una serie di controlli su documenti giustificativi delle spese effettuate per il mantenimento del rapporto con gli elettori. Trovando una situazione assolutamente insostenibile, con assenza totale di documenti in alcuni casi e con giustificazioni, diciamo così, da approfondire, eccessivamente generiche e prive di riscontri effettivi (…) Come certo concorderà, è impossibile tollerare. E per questo, per i casi più evidenti, attendo risposta, in assenza della quale agirò, ove necessario, a mia e nostra tutela, secondo quanto previsto dalla legge»”.

TRASPARENZA – “Non ho nulla da nascondere”. La Polverini lo ripete da 14 giorni, scrive Repubblica, e per questo lunedì 17 settembre a annunciato che “entro due ore” avrebbe pubblicato online i conti della sua lista.

Anche in questo caso Boccacci e Bonanni scrivono che l’ex governatrice del Lazio è stata smentita dalle sue stesse azioni:

“Lunedì 17 settembre, quando la tempesta perfetta sta per inghiottire la Pisana, uscendo a passo svelto da casa, ammansisce chi prova a farle delle domande con l’annuncio che, di lì «a due ore» i conti della sua lista saranno on-line. A disposizione dei cittadini. Le 2 ore diventano 7 giorni e solo domenica scorsa appaiono 3 file sul sito del Gruppo. Alcune voci appaiono incongrue, come, per dirne alcune, i costi sostenuti per i manifesti (886 mila euro), quello per «pasti in ristoranti e bar» (poco meno di 200 mila euro). È ancora Brozzi a rassicurare che «è tutto in regola». Che «non c’è una sola spesa ingiustificata o ingiustificabile ».Affermazioni a cui ieri, l’Espresso, con un documentato servizio sul suo sito, fa le bucce.

Per scoprire che anche quella mossa di apparente trasparenza è solo «un’ultima furbata». «Quanto pubblicato on-line dalla Polverini documenta solo la metà delle spese sostenute dalla lista nel 2011». E anche in quel modesto scatafascio c’è di che interrogarsi. Per dirne un paio, fondi destinati a bocciofile con sede a Novi Sad e contributi al consigliere Pdl Andrea Bernaudo, quello cui Fiorito pagava le ostriche con soldi nostri”.