Regione Lazio, Polverini si dimette: il Pdl voleva fermarla e ora si spacca

Pubblicato il 24 settembre 2012 21:52 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2012 21:53
Renata Polverini

Renata Polverini (Lapresse)

ROMA – Attese e date per imminenti da giorni, rinviate di ora in ora, le dimissioni di Renata Polverini arrivano alla fine di una nuova convulsa giornata, dopo un ultimo tentativo del Pdl di fermare la governatrice. Ma non basta neppure lo sforzo finale, quello operato dal segretario Angelino Alfano, che poche ore prima della decisione definitiva prova a convincere la Presidente della Regione Lazio almeno a rinviare la decisione. Per evitare reazioni a catena, per portare a casa almeno quel gesto di buona volontà, con l’approvazione del piano generale di tagli messo a punto dalla governatrice nelle ultime ore.

A dare la spinta decisiva verso le dimissioni irrevocabili è stata infatti la scesa in campo del leader centrista, Pier Ferdinando Casini chiede, anche se a titolo personale, di andare al voto, anticipando quelle che potrebbero essere martedì le decisioni dell’ufficio politico dell’Udc. Caduto il sostegno dei centristi, e sommando le annunciate dimissioni del consigliere di Fli, di quello dell’Api a quelle di Pd, Idv e Sel, si sarebbe raggiunto infatti il numero dei 36 consiglieri dimissionari necessario a far cadere la giunta.

”Dopo il marcio che è emerso, dopo la cupola che ha fatto venire fuori uno schifo, la cosa migliore è restituire parola ai cittadini” annuncia Casini al fine giornata. ”Mi auguro che Polverini non ascolti chi le dice di rimanere ancora lì. Gli italiani – è sicuro Casini – apprezzeranno”. Il dado è tratto, di lì a pochi minuti arriva la notizia della decisione della governatrice.

‘Ma c’era anche chi, come Osvaldo Napoli, guardava alle dimissioni, una volta approvati i tagli, come l’unico gesto in grado di far ”imbracciare lei e il Pdl la bandiera della pulizia in campagna elettorale”. Anche perchè il caso del Lazio corre a macchia d’olio facendo traballare il sistema delle giunte locali con riflessi non solo nel centrodestra. Dopo l’avvio delle indagini in Campania, dopo le rivelazioni della ex consigliere Pdl in Liguria Raffaella Della Bianca, arriva anche il caso dei due consiglieri comunali bolognesi che si sono autosospesi dal partito per non essere ”conniventi” con quei comportamenti che stanno emergendo un po’ ovunque. Il fango che viene fuori dalla vicenda del Lazio non promette infatti di lasciare indenne nessuno.