Polverini “se la sente”, resta sulla poltrona. Consiglio vota tagli: Vado avanti

Pubblicato il 21 settembre 2012 15:20 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2012 16:37
renata polverini

Renata Polverini (Foto LaPresse)

ROMA – Renata Polverini non si dimette, dopo averlo minacciato più volte ha deciso di rimanere alla guida della Regione Lazio e, dopo aver incassato il voto sui suoi tagli dal Consiglio, lo dice esplicitamente: ”Se ve la sentite di andare avanti, io me la sento”. Poi rivolta al segretario del Pd Bersani: ”Dice che mi devo dimettere ma mi deve spiegare perche’ non lo ha fatto lui davanti alle vicende Lusi e Penati”.

”Noi non abbiamo bisogno dei sondaggi  -aggiunge – Dobbiamo capire se ce la sentiamo di fare uno sforzo importante, sapendo che tutto quello che faremo avrà un’osservazione particolare. Se voi ve la sentite io me la sento”.

Tutti aspettavano questo venerdì, il giorno decisivo per la Regione Lazio e per Renata Polverini: il Consiglio regionale doveva formalizzato i suoi tagli e lo ha fatto; lei aveva detto che se li avessero votati lei sarebbe rimasta al suo posto. E lo ha fatto. D’altronde è stata convinta da Berlusconi e ha incassato le dimissioni di Francesco Battistoni, capogruppo Pdl sostituito da Chiara Colosimo, secondo la sua richiesta di azzeramento delle cariche nel gruppo. E ora grida vittoria: “Oggi abbiamo centrato l’obiettivo”.

I tagli. Come da lei chiesto il Consiglio all’unanimità ha abolito tre commissioni speciali, ha dimezzato il numero delle altre, “azzerato e revocato ogni investimento, ad esempio la nuova palazzina non si farà, abbiamo revocato l’assegnazione delle auto blu, sciolto i monogruppi e creato l’impianto razionalizzazione dei fondi”. A riferirlo è stata lei stessa.

Sono state sciolte le tre commissioni speciali ‘Federalismo fiscale e Roma Capitale’, ‘Sicurezza ed integrazione sociale, lotta alla criminalità’ e ‘Sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro’ e sono state dimezzate le altre, che passano da 16 a 8.

Tra i tagli che Renata Polverini ha in serbo di fare tra ottobre e dicembre, ha detto in aula, anche ”la riduzione delle Asl, la soppressione delle comunità montane, l’accorpamento delle società regionali e la modifica dei vitalizi. Tra ottobre e al massimo dicembre – ha detto – si possono ridurre le Asl accorpandone subito due”. Ed ancora la soppressione delle comunità montane e delle 21 società regionali ”da trasformare in holding” e un’azione su l’Ater e le Ipab.

”Sono soltanto alcune delle cose che possiamo fare – ha detto in aula – se siamo d’accordo possiamo dare un esempio nella consapevolezza di aver fatto un danno, quanto meno di immagine perche’ alcuni non hanno fatto nulla”.

”Con i tagli che abbiamo fatto i cittadini del Lazio avranno venti milioni in più – ha detto Polverini – Queste risorse andranno all’assessorato al lavoro e politiche sociali. Viste le difficoltà su questi due versanti. Inoltre i fondi per la nuova palazzina, che abbiamo revocato, saranno destinati alla sanità, ad opere concrete che andremo a realizzare insieme perché i tagli li abbiamo fatti insieme”.

”Vale ancora la pena dare a questo Paese – dice – l’idea che c’è una classe politica che non c’entra nulla con le inchieste giudiziarie, che sostiene la magistratura e l’azione della Finanza affinché si faccia chiarezza. C’e’ una classe politica che è consapevole che gli importi che fino a oggi sono stati orientati alle spese di funzionamento del consiglio e all’attività politica dei consiglieri sono troppo onerosi, e che li ha rimessi nelle tasche dei cittadini. Questo mi ha convinto”.