Renato Brunetta denuncia la Rai a Corte Conti: “Non c’è trasparenza su stipendi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Giugno 2013 14:25 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2013 14:26
Renato Brunetta denuncia la Rai alla Corte Conti: "Poca trasparenza su stipendi"

Renato Brunetta denuncia la Rai alla Corte Conti: “Poca trasparenza su stipendi” (Foto Lapresse)

ROMA – Renato Brunetta torna all’attacco: il presidente dei deputati del Pdl ha presentato un esposto denuncia alla Procura regionale della Corte dei Conti presso la Regione Lazio per segnalare l’eventuale responsabilità della Rai, connessa con la violazione dei principi di trasparenza, tracciabilità dei costi e dei limiti massimi degli stipendi.

La Rai – denuncia Brunetta – ha il dovere giuridico non solo di uniformarsi a quanto previsto dalla normativa in materia di trasparenza e di rispettare gli impegni presi con l’articolo 27 del contratto di servizio in vigore, ma anche, e soprattutto, di trasformare quel principio in azioni concrete e puntuali senza nascondersi dietro formalismi giuridici o ingiustificati timori alla concorrenza“.

Il capogruppo Pdl alla Camera aveva già presentato, il 12 giugno (e prima ancora nel novembre del 2012), un’interrogazione al presidente della Commissione per la vigilanza del servizio pubblico, Roberto Fico, per chiedere che fine avessero fatto le disposizioni che impongono alla Rai la pubblicazione su Internet degli stipendi di dipendenti e consulenti (con relativo curriculum), nonché in coda ai programmi gli emolumenti di ospiti, conduttori e registi, insieme con il costo del programma.

Le norme ci sono, vincolanti, ma inattuate”, aveva sottolineato Brunetta nell’interrogazione. “Non ci sono scuse che valgano e i dirigenti della Rai non possono accampare nessun alibi per evitare questi doveri di trasparenza previsti dal contratto di servizio”.

Quelle domande sono rimaste inevase, ricorda Brunetta nella nota del 28 giugno. Dal presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, e dal direttore generale, Luigi Gubitosi, nessun segnale in tal senso.