Renato Brunetta: “Giovanni Floris, stipendio quadruplicato. La Rai chiarisca”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Dicembre 2013 15:46 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2013 16:05
Renato Brunetta

Renato Brunetta

ROMA – Renato Brunetta vuole chiarezza sui contratti in Rai. E così, dopo le polemiche sul compenso a Fabio Fazio, ora chiede delucidazioni sul contratto (e relativo stipendio) di Giovanni Floris, a suo dire passato da uno a tempo indeterminato a uno autonomo. Cosa che ha consentito al conduttore, a detta di Brunetta, uno stipendio quadruplicato.

“Ho appena depositato in commissione di Vigilanza Rai un’interrogazione per chiedere gli opportuni chiarimenti sul contratto in essere tra l’azienda del servizio pubblico e il giornalista Giovanni Floris“. Lo annuncia il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. “Il conduttore di ‘Ballarò’ – scrive Brunetta – sarebbe stato per molti anni legato alla Rai da un contratto di lavoro a tempo indeterminato. A partire dal 2007, su suo personale impulso, avrebbe richiesto e ottenuto dalla Rai la stipula di un nuovo contratto di lavoro autonomo, da libero professionista, ricevendo un compenso quattro volte superiore rispetto a quello percepito in precedenza, con un evidente aggravio di costi per l’azienda. Perché la Rai ha accettato delle condizioni tanto sfavorevoli? Per di più, il nuovo contratto, conterrebbe al suo interno una piccola, ma interessante clausola secondo la quale, alla scadenza del contratto, la Rai sarebbe obbligata alla riassunzione. Se tutto questo fosse confermato ci troveremmo di fronte ad un contratto di lavoro mai visto nel panorama giuslavorista, che racchiude al suo interno tutti i benefici di un contratto da libero professionista, insieme alle garanzie di un contratto a tempo indeterminato, praticamente un sogno per le migliaia di giovani precari che lavorano nel mondo dell’informazione, a partire proprio dalla Rai”.

“Alla faccia della coerenza: tra i libri pubblicati da Floris – insiste l’esponente di FI – spicca su tutti un titolo ‘Mal di merito. L’epidemia di raccomandazioni che paralizza l’Italia’. Auspico che, nel più breve tempo possibile, la presidente Anna Maria Tarantola e il direttore generale Luigi Gubitosi contribuiscano a fare piena luce su questa vicenda, che se confermata, si configurerebbe come un vero schiaffo alla politica di risanamento e spending review promossa dagli attuali vertici Rai. Come piace dire a Floris, ‘alè'”.