Renato Soru. Le 50 ville sulla costa sarda di Mr No mattone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Settembre 2015 14:10 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2015 14:10
Renato Soru. Le 50 ville sulla costa sarda di Mr No mattone

Renato Soru. Le 50 ville sulla costa sarda di Mr No mattone

ROMA – Imprenditore e dominus Pd nella Sardegna “democratica”, Renato Soru ha ricevuto il sospirato via libera della Regione per trasformare l’imponente complesso coloniale di Funtanuzza (90 km da Cagliari), un paradiso affacciato sul mare, in 50 piccole ville, o bungalow. Dal momento che lo stesso Soru è anche il campione no-mattone che nel suo piano paesaggistico ha sigillato la Sardegna impedendo nuove costruzioni in prossimità delle coste, Alessandro Ferrucci segnala il caso di una legge, quella salva coste, in cui un piccolo comma salva anche i suoi investimenti.

Non si può costruire, in sintesi, a meno di non conservare la vecchia cubatura: per cui, esattamente come a Funtanuzza, se butti giù o edifichi nello stesso posto, sostituisci mattone a mattone, una nuova costruzione è perfettamente legittima. Per questo la Regione Sardegna (amministrata dal Pd), al terzo tentativo, ha sbloccato il piano di recupero e valorizzazione dell’area acquistata dalla società immobiliare dei fratelli Soru nel 2003, sfruttando il cavillo di una legge emanata proprio da Soru.

Tolgo mattone, metto mattone. Et voilà, prende forma, o struttura, il business milionario dei fratelli Soru, vista anche l’impossibilità per gli altri di concorrere nella zona. “Cosa vuole da me?”, un giudizio sulla vicenda. “La sua domanda ha già una risposta”, risponde il proprietario di un B&B della zona. Insistiamo. “Lei viene da Roma, giusto?”. Sì. “E allora le risposte sono lì, da chi sta al governo, da chi comanda oggi. E quel signore (Soru) è la perfetta espressione del potere”. Però è tutto legale. “Mi prende in giro?”. No. “Senta, Soru ha sempre detto una cosa: no al consumo del suolo, e lui ora non consuma suolo?”. Salutiamo il signore, decisamente adirato. (Alessandro Ferrucci, Il Fatto Quotidiano).