Renzi, 10 miliardi di tagli. A chi tocca? Ma niente nuove tasse e no aumento Iva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Aprile 2015 16:15 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2015 16:33
Renzi, 10 miliardi di tagli. A chi tocca? Ma niente nuove tasse e no aumento Iva

Renzi, 10 miliardi di tagli. A chi tocca? Ma niente nuove tasse e no aumento Iva

ROMA – Dieci miliardi da tagliare per impedire che scatti la clausola di salvaguardia: ovvero che aumentino l’Iva e le accise sulla benzina. Il governo inizia oggi 7 aprile a lavorare al nuovo documento di Economia e Finanza, quello che dovrebbe avere un primo via libera, insieme al piano per le riforme, venerdì 10 aprile.

Non li chiama tagli il premier Matteo Renzi, ma la sostanza è la stessa. Dice, il premier, che “non ci saranno tagli alle prestazioni per i cittadini ma c’è bisogno che la macchina pubblica dimagrisca un po’ e se i sacrifici li fanno i politici o salta qualche poltrona nei cda male non fa”. Poi assicura che non ci sarà “nessun aumento delle tasse, da quando siamo al govern0 lo sforzo costante è quello di diminuirle”.

Secondo Renzi “è  finito il tempo in cui politici chiedevano sacrifici ai cittadini, da questo governo non vengono richieste nuove tasse, noi continueremo con la detassazione, con misure che serviranno a creare crescita e occupazione”.

Il vero risultato che il premier punta a evidenziare presentando il prossimo Def è la cancellazione delle clausole di salvaguardia:  “Abbiamo disattivato 3 miliardi di clausole che avevano previsto i governi precedenti”. Per il taglio delle tasse, invece, non è ancora il momento. Occorrerà aspettare il 2016 se ci saranno risorse:

“Le tasse non aumenteranno, un’eventuale riduzione ci sarà nella legge di stabilità per il 2016, se saremo in condizione”

 

In tutto con il Def il governo punta a recuperare 16-17 miliardi. Di questi 10 di tagli alla pubblica amministrazione ma secondo quanto scrive sul Sole 24 Ore Guido Gentili, si potrebbe arrivare persino a 12.I primi 4-5 miliardi, nelle intenzioni di Renzi & co arriverranno da tre interventi: attuazione della riforma della Pubblica amministrazione, rafforzamento delle centralizzazione degli acquisti di beni e servizi; stretta sulle partecipate; riduzione dei trasferimenti e sussidi al trasporto pubblico.

Quindi, spiega Gentili, il resto arriverà dal riordino delle agevolazioni fiscali e da interventi sulle spese di Comuni e Regioni:

“Altri 3,1 miliardi dovrebbero essere garantiti dalla potatura delle tax expenditures (1,5 miliardi) ossia delle agevolazioni fiscali totale e dalla razionalizzazione degli incentivi alle imprese. I 2,5-4 miliardi restanti verrebbero assicurati prevalentemente da interventi sulla spesa regionale, sprechi sanitari inclusi, e in minima parte sui Comuni. Previsti anche controlli più stringenti sulle prestazioni sociali a partire dagli assegni di invalidità e accelerazione dei costi standard, con le spese dei Comuni che che dovranno essere tutte messe online.

Sacrifici che porteranno secondo Renzi a due risultati fondamentali. Non ci saranno nuove tasse e non aumenterà l’Iva. Anzi. Se dovesse avanzare qualcosa il premier fa capire che si spenderanno così:

“Se ci saranno ulteriori risorse la priorità sarà per le famiglie e per rendere stabili gli incentivi alle imprese per assumere”.